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Scadenze: il ministro Fornero in pressing sulle Casse

del 20/09/2012
di: di Ignazio Marino
Scadenze: il ministro Fornero in pressing sulle Casse
Il ministro del lavoro Elsa Fornero in pressing sui presidenti delle casse. Le delibere per garantire la sostenibilità a 50 anni, come previsto dalla legge 214/2011, devono essere approvate entro il 30 settembre 2012. Pena l'applicazione delle misure previste dalla riforma delle pensioni: il passaggio in automatico a partire dal primo gennaio 2012 al sistema di calcolo di tipo contributivo e l'applicazione del contributo di solidarietà dell'1% sugli assegni dei pensionati. Dunque «il termine di fine mese è da ritenersi perentorio». Anche se la verifica sulla reale portata degli interventi, che partirà dal 1° ottobre, non si annuncia un passaggio semplice. In questo senso le prime avvisaglie sono arrivate ieri proprio durante il confronto che la Fornero ha avuto con i presidenti delle gestioni previdenziali. Vediamo meglio cosa è successo.

Il pressing. A distanza di poche settimane dal precedente incontro (si veda ItaliaOggi del 27 luglio 2012), dunque il ministro ha voluto incontrare nuovamente i vertici degli enti per conoscere «lo stato di avanzamento delle attività e il tenore degli interventi assunti, o da assumere, vista l'imminente scadenza del termine ultimo del 30 settembre». A luglio infatti non erano stati in molti a presentarsi in via Flavia con le riforme in mano. A parte Enpam (medici), Cipag (geometri) ed Enpaf (farmacisti), tutte le altre casse di vecchia generazione (dlgs 509/94), alle prese con la ricerca di una nuova sostenibilità, si erano limitate ad illustrare le buone intenzioni. Ieri è andata un po' meglio, ma non troppo. Inarcassa (architetti e ingegneri) ha infatti portato con sé la delibera che segna lo storico passaggio al sistema contributivo (insieme ad altre misure). Ma Enpacl (consulenti del lavoro), Enpav (veterinari), Cassa forense (avvocati) e Cassa ragionieri hanno prospettato il proprio cammino e annunciato che l'approvazione definitiva delle loro delibere arriverà a giorni e comunque in tempo utile (si veda tabella). Da qui il richiamo della Fornero sulla perentorietà della scadenza e sulle possibili conseguenze.

Le verifiche. Ma aver presentato le riforme o farlo a giorni non risolve tutti i problemi. Lo stesso ministro del lavoro ha fatto capire che l'esame degli interventi sarà fatto con il massimo scrupolo. L'Enpam, che è stata la prima cassa a presentare in primavera un pacchetto di misure ad hoc per garantirsi la sostenibilità, proprio ieri ha ricevuto delle osservazioni. Secondo quanto riferiscono alcuni dei presenti, il ministero non concorderebbe sull'utilizzo mobile degli avanzi di una gestione (in attivo) con l'altra (in passivo). Ciascuna gestione, cioè, deve avere una stabilità di 50 anni. Se Enpam (che ha diversi fondi) ritiene di utilizzare il patrimonio di ciascuna gestione in maniera unitaria, deve scriverlo nello Statuto. Sempre ieri è riemerso il problema della mancata fusione/accorpamento fra le casse dei dottori commercialisti e dei ragionieri. Con la nascita dell'albo unico dei commercialisti, infatti, nel 2008 si sarebbe dovuta trovare una soluzione anche previdenziale. Così, ieri, Cassa ragionieri non ha fatto mistero che nel cercare la sua sostenibilità nel lungo periodo ha dovuto fare i conti con la mancanza di iscrizioni all'ente in quanto la professione di ragioniere ha cambiato connotati. Un problema che la direzione degli affari previdenziali del ministero non potrà fare a meno di affrontare durante l'esame delle riforme.

Le altre questioni sul tavolo. Se sulla sostenibilità tra entrate e uscite sul lungo periodo, tutte le Casse si stanno adeguando, diverso è il tema dell'assolvimento agli obblighi imposti dalla spending review, ossia il taglio del 5% delle spese, di cui i presidenti si sono ancora una volta lamentati. Spiega Paolo Saltarelli (ente ragionieri) che si tratta di «un prelievo forzoso che solo nel nostro caso sarebbe pari a 550 mila euro. Si tratterebbe di una tassa occulta e di una cifra sottratta ai nostri iscritti. Se dobbiamo risparmiare allora il risparmio sia ridistribuito ai nostri associati e rimanga all'interno della Cassa, e non sia versato all'Erario». Per Walter Anedda (cassa dottori commercialisti) l'incontro di ieri è stata «una buona occasione per ritornare anche sul tema delle società tra professionisti e del vuoto normativo sul piano previdenziale che oggi accompagna questo nuovo istituto. Il ministro ha ribadito pubblicamente», commenta, «e non possiamo che dichiararci soddisfatti ,il suo formale impegno» a risolvere il problema.

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