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Senza lavoro: occupazione in caduta libera

del 19/09/2012
di: di Simona D'Alessio
Senza lavoro: occupazione in caduta libera
Allarme occupazione senza fine in Italia: tra il 2011 e il 2020, infatti, si prevede che il numero dei senza lavoro salirà di oltre 1,5 milioni di persone nella popolazione d'età compresa tra 15-66 anni, con una decisa penalizzazione dei giovani (oltre 515 mila persone fuori dal mercato) e degli adulti under54. E, a compensare questa voragine, sarà l'aumento dalla crescita degli impiegati immigrati (oltre 1,3 milioni di individui) e, soprattutto, dei più «anziani». Concede poche, residue speranze alle nuove generazioni la stima contenuta nel rapporto sul mercato del lavoro in Italia 2011-2012, presentato ieri a Roma dal Cnel: il dossier, oltre a scattare una fotografia della situazione attuale della penisola, comprende un'analisi dei processi in atto, con proiezioni a medio (2020) e a lungo termine (2065). L'analisi del presente vede finire nel mirino, dunque, la componente giovanile, poiché tra i più colpiti fra coloro che cercano un posto di lavoro ci sono quelli con un titolo di studio basso (-24,8% tra chi ha solo la licenza media), poi i residenti nelle regioni meridionali (-19,6%), i lavoratori a tempo indeterminato (-19,3%) e quelli a tempo pieno (-17,9%). Aumenta, poi, il tasso di inattività di lungo periodo, anche per chi è nella fascia 15-24 anni: il 46,6% sul totale della disoccupazione giovanile. Ben superiore alla media europea anche la percentuale italiana di Neet («Not in enployment, education or training», ossia chi non presta alcun servizio, né studia): oltre 2 milioni di persone, il 24% tra i 25-29enni nel 2011, contro una media delle nazioni comunitarie del 15,6%; di questi, circa un giovane su tre è totalmente escluso dal mercato e al di fuori di qualsiasi percorso formativo. La percentuale cresce mano a mano che si diventa grandi: più frequente l'assenza di chance occupazionali tra i 25-30enni (28,8%) che fra i 15-24enni (19,3%), visto che si tratta di una fetta di ragazzi che è prevalentemente impegnata nel percorso scolastico.

Nell'anno precedente, è salita la quantità di lavoratori con un contratto a termine, gli «involontari», cioè costretti a operare parzialmente, perché carenti le opportunità a tempo pieno; infine, segnala il Cnel, è in caduta libera l'occupazione autonoma poiché «la contrazione ha riguardato soprattutto gli imprenditori e i lavoratori in proprio, ovvero coloro che hanno risentito in prima persona delle difficoltà delle imprese, soprattutto le più piccole».

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