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Per il fisco, termini rigorosi sugli accertamenti

del 19/09/2012
di: di Valerio Stroppa
Per il fisco, termini rigorosi sugli accertamenti
Paletti rigidi al raddoppio dei termini per l'accertamento. Per poter invocare la norma introdotta dal dl n. 223/2006 il fisco deve essere in grado di documentare l'avvenuta trasmissione alla procura della «notitia criminis». E se tale fascicolo risulta troppo generico e non ben circostanziato la contestazione fiscale è nulla. È questa la decisione assunta dalla Ctp di Reggio Emilia con la sentenza n. 74/02/12, che ha dato torto all'Agenzia delle entrate riguardo a una rettifica da oltre un milione di euro. Una srl aveva acquisito un terreno, ma invece che farlo direttamente, si era avvalsa di un acquisto intermedio di partecipazioni sociali. Nell'operazione era coinvolto un gruppo di consulenza fiscale a sua volta finito sotto la lente dei verificatori per aver offerto dei «pacchetti risparmio imposte» non legittimi. La tesi dell'amministrazione finanziaria era che la srl avesse detratto l'Iva pagata sull'acquisto del terreno pur nella consapevolezza che il soggetto interposto non avrebbe provveduto a versarla. Al di là delle motivazioni di merito, la ricorrente evidenzia che la fattispecie contestata risaliva all'anno 2004, mentre il rilievo dell'ufficio è stato notificato solo nel 2011. Ben oltre, quindi, il termine di prescrizione ordinaria previsto dall'articolo 57, comma 1 del dpr n. 633/1972, che sarebbe scaduto il 31 dicembre 2009. Secondo l'Agenzia, tuttavia, poiché l'importo della violazione superava le soglie di punibilità penale previste dal dlgs n. 74/2000, era applicabile il raddoppio dei termini stabilito dal comma 3 del citato articolo 57, introdotto dall'articolo 37 del dl n. 223/2006. Nocciolo della questione, secondo la Ctp reggiana, è quindi verificare se «l'ufficio accertatore abbia dato notizia della denuncia penale a carico del soggetto ovvero dei soggetti coinvolti». Circostanza che, dopo aver invitato le Entrate, con ordinanza del giugno 2012, a produrre la relativa documentazione, i giudici non ravvisano.
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