I dati della Cassa. Gli ultimi dati della Cassa forense, che ItaliaOggi è in grado di anticipare, fotografano la crisi inesorabile della professione. Il reddito medio annuo, come detto, nel 2010 è calato ulteriormente rispetto al 2009, anno in cui si era già verificata una caduta del 3,1% rispetto all'anno prima (da 50.351 euro a 48.805). Continua a crescere, invece, il reddito complessivo Irpef, dai 7,2 miliardi del 2009 ai 7,35 del 2010. Un dato che si traduce in un continuo aumento degli iscritti a fronte dell'irreversibile calo degli affari. Il volume d'affari Iva 2010 degli avvocati iscritti alla Cassa è infatti calato del 3,2% rispetto al 2009, passando da 74.544 euro a 72.186 euro. Nel 2008, invece, il volume era pari a 76.012 euro.
I nuovi parametri. Secondo il presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, Paolo Giuggioli, i nuovi parametri elaborati dal ministero della giustizia costeranno 2 miliardi di euro alle tasche degli avvocati. «Il reddito medio passerà da 47 mila euro a 30 mila. Questo è l'effetto dei parametri e dell'abolizione delle tariffe», ha sottolineato. La necessità di rivedere i parametri al rialzo è stata evidenziata anche dall'Oua, nel corso dell'ultimo incontro avuto con il guardasigilli (si veda ItaliaOggi del 14 settembre). In proposito Giuggioli, nel corso del convegno, ha anche rimarcato la divisione interna alla categoria, culminata nell'incontro avuto dall'Oua e dall'Anf in via Arenula, nonostante il rifiuto del Consiglio nazionale forense. «Negli incontri di categoria siamo tutti uniti», ha detto, «poi nella pratica c'è chi agisce per conto suo. Eravamo tutti d'accordo sulla legge professionale, poi Oua e Anf sono andate a trattare col ministro». All'incontro sono intervenuti anche Carlo Allorio, consigliere del Cnf, Salvatore Scuto, presidente della Camera penale di Milano e Vinicio Nardo, tesoriere dell'Unione delle camere penali.
