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Chiudono 31 tribunali. E relativi ordini degli avvocati

del 18/09/2012
di: Gabriele Ventura
Chiudono 31 tribunali. E relativi ordini degli avvocati
Insieme a 31 tribunali, chiuderanno i battenti entro un anno anche i relativi ordini degli avvocati. I consigli forensi che fanno riferimento alle sedi rottamate, infatti, non avranno più motivo di esistere dato che gli avvocati iscritti verranno trasferiti all'albo del circondario di tribunale ancora attivo più vicino. Questo l'effetto dell'entrata in vigore della nuova geografia giudiziaria, prevista dal dlgs n. 155/2010, entrato in vigore il 12 settembre scorso e che fissa in 12 mesi il termine decorso il quale diventano efficaci le disposizioni sulla riduzione degli uffici giudiziari ordinari. D'altra parte, la relazione illustrativa del ministero della giustizia non lascia spazio a dubbi (si veda ItaliaOggi Sette di ieri): «A seguito della definizione della nuova geografia giudiziaria», si legge, «non occorre alcun intervento normativo volto a disporre espressamente la soppressione degli Albi e dei Consigli dell'ordine degli avvocati costituiti presso i tribunali soppressi, atteso che tale effetto si produce, ex lege, in forza delle disposizioni contenute negli articoli 16 del rdl 27 novembre 1933, n. 1578, e 19 del dlgs lgt. 23 novembre 1944, n. 382, che prevedono, rispettivamente, la costituzione di un Albo di avvocati e di un Consiglio dell'ordine degli avvocati per ogni circondario di tribunale». Non ci sono dubbi neanche per il presidente dell'Oua, Maurizio de Tilla: «Cosa può fare l'ordine se non ha più potere disciplinare?», afferma, «se il tribunale chiude è chiaro che il consiglio dell'ordine si estingue automaticamente. Questo non vale, però, per le sezioni distaccate soppresse, dove l'ordine può continuare a operare come prima perché sempre riferimento al tribunale principale. Detto che noi stiamo portando avanti tutte le azioni possibili contro la chiusura dei tribunali, lasciare in vita gli ordini senza tribunale sarebbe un pasticcio, perché non avrebbe iscritti sui quali svolgere le proprie funzioni». Intanto, vanno avanti le proteste dell'avvocatura contro la chiusura degli uffici giudiziari, l'abolizione delle tariffe e il filtro in appello. L'Oua ha infatti proclamato due giornate di astensione dalle udienze, il 20 e il 21 settembre prossimi, confermando l'adesione di oltre 120 ordini forensi. Secondo de Tilla, «dalla base giunge la richiesta di tenere la barra ferma nella protesta contro la chiusura di circa 1.000 uffici giudiziari, l'incostituzionale e fallimentare mediaconciliazione obbligatoria, l'abolizione delle tariffe, l'appello cassatorio». L'astensione proclamata dall'Unione delle camere penali, guidata da Valerio Spigarelli, invece, è partita ieri e andrà avanti per cinque giorni fino al 21 settembre. Riforma forense, intercettazioni, carceri e terzietà del giudice, le ragioni della protesta illustrate in quattro manifesti affissi negli uffici giudiziari di tutta Italia. «Il nostro è un gesto politico con cui diamo una valutazione negativa del bilancio di una legislatura che abbraccia due governi e che non ha realizzato quel progetto di riforma strutturale della giustizia», ha sottolineato Spigarelli.

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