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Riforme, le Casse di previdenza dalla Fornero

del 18/09/2012
di: di Simona D'Alessio e Ignazio Marino
Riforme, le Casse di previdenza dalla Fornero
Il ministro del lavoro non perde di vista le Casse di previdenza. E in prossimità della verifica di fine mese sulla loro sostenibilità a 50 anni, da calcolarsi mettendo a confronto le entrate per contributi e le uscite per prestazioni, convoca per domani i presidenti degli enti per «conoscere lo stato di avanzamento delle attività e il tenore degli interventi assunti o da assumere in vista dell'imminente scadenza del termine ultimo del 30 settembre». Dunque, Elsa Fornero, dopo le promesse ricevute durante il precedente incontro con i vertici degli organi collegiali a fine luglio (si veda ItaliaOggi del 27/7/2012), vuol vedere cosa si è mosso. Soprattutto all'interno di quelle gestioni previdenziali che prima dell'estate si erano presentati solo con dei documenti di lavoro ancora da sottoporre agli organi interni. Stando alla riforma Monti-Fornero entrata in vigore a inizio anno (legge 214/2011), per quegli istituti che non saranno in grado di dimostrare l'equilibrio dei conti cinquantennale è previsto il passaggio in automatico al metodo di calcolo delle pensioni di tipo contributivo (al posto del più generoso retributivo) e l'applicazione di un contributo di solidarietà dell'1% sui pensionati. Tuttavia, ha chiarito strada facendo il ministro, gli istituti in grado di dimostrare la tenuta dei conti possono restare al retributivo. Una buona notizia soprattutto per Cassa forense (avvocati) ed Enpav (veterinari) che hanno deciso di non cambiare sistema di calcolo, ma di agire principalmente sulle leve dell'aumento del prelievo soggettivo (a carico del professionista) e dell'età pensionabile. Decidendo semmai di annacquare la portata della generosità insita nel metodo reddituale. Fra coloro che si trovano al rush finale con la revisione delle regole, consulenti del lavoro (Enpacl) insieme a ingegneri e architetti (Inarcassa) fanno parte di coloro che hanno deciso di passare pro rata al metodo contributivo e assicurarsi così la sostenibilità di lungo periodo. I primi debutteranno dal 2013 con un'aliquota soggettiva sui redditi prodotti del 12%, i secondi del 14,5%. L'ente dei ragionieri è dal 2004 al sistema contributivo. Ma, complice la riduzione degli accessi a seguito della nascita dell'albo unico dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, ha messo mano ad un aumento massiccio dei contributi (dall'attuale 8 al 15%) e all'innalzamento dell'età pensionabile, che arriva così a 68 anni.

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