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Per l'azienda condannata, niente appello dei soci

del 18/09/2012
di: di Debora Alberici
Per l'azienda condannata, niente appello dei soci
Il socio della società di persone cancellata dal registro delle imprese non può proporre appello contro il verdetto di condanna dell'azienda in una causa. Infatti sarebbe necessaria una particolare abilitazione siglata prima della cessazione dell'impresa.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 15525 del 17 settembre 2012. Nel caso sottoposto all'esame della sezione lavoro la snc era stata citata in giudizio da un ex dipendente. Poi era avvenuta la cancellazione dal registro delle imprese. A questo punto i soci avevano presentato appello contro il verdetto sfavorevole all'impresa ma la Corte territoriale li aveva ritenuti non legittimati ad agire. Contro questa decisione i tre hanno presentato ricorso in Cassazione ma senza successo. Ad avviso degli Ermellini, presso i quali non ha fatto breccia nessuna delle tesi avanzate dalla difesa, «in caso di cancellazione di una società di persone dal registro delle imprese, intervenuta nel corso di un giudizio iniziato nei confronti della società, singoli soci possono essere legittimati a proseguire il giudizio stesso solo se risulti che agiscano in qualità di soci abilitati a succedere nel processo alla società estinta e sempre che non risulti che la società, sciogliendosi e facendosi cancellare dal registro, abbia scelto di non coltivare il processo stesso».

Il principio sancito dai giudici del Palazzaccio è stato affermato anche con riguardo a quanto sancito dalle Sezioni unite civili di Piazza Cavour con la sentenza n. 4062 del 2010, secondo cui la cancellazione dal registro delle imprese determina l'immediata estinzione della società (anche di persone) per effetto dell'entrata in vigore dell'articolo 4 del dlgs n. 6 del 2003, che ha modificato una norma chiave, l'articolo 2495 del codice civile, e che l'evento è opponibile ai terzi contestualmente alla pubblicità, nell'ipotesi in cui la cancellazione sia stata effettuata successivamente all'entrata in vigore della riforma del diritto societario e con decorrenza dal 1° gennaio 2004, nel caso in cui abbia avuto luogo in data anteriore.

E infatti, si legge in un passaggio successivo della sentenza, all'indomani della riforma del diritto societario la dottrina e, a volte, la giurisprudenza, non hanno mancato d'interrogarsi sulla sorte dei processi già aperti dalle società poi cancellate dal registro delle imprese, arrivando in alcuni casi a ipotizzare addirittura la nomina di un curatore speciale, deputato al completamento delle attività non ultimate dal liquidatore.

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