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Esame e albo ai conciliatori Ok da Mazzamuto

del 18/09/2012
di: Giusy Pascucci
Esame e albo ai conciliatori Ok da Mazzamuto
Esame di stato per i media-conciliatori, così come accade per gli avvocati. E albo professionale. Un'idea promossa dal sottosegretario alla giustizia Salvatore Mazzamuto, ieri al II Forum nazionale degli Organismi di mediazione e dei mediatori civili, che raggruppa 874 organismi di mediazione, 327 enti di formazione e 70 mila potenziali mediatori civili e commerciali, riunito a Roma per mettere in campo alcune proposte e dare una spinta culturale e politica alla media-conciliazione. Nel corso del quale è emersa la necessità di più formazione e professionalità per i media- conciliatori per garantire ai clienti un servizio di maggior qualità. Partendo dalle basi e cioè modificando i corsi di laurea di giurisprudenza e inserendo un biennio di formazione sulla giustizia consensuale o svolgendo l'attività di conciliazione come attività primaria. E modificare il corso di laurea di giurisprudenza è proprio una delle proposte, avanzata da Mario Quinto, professore di negoziazione e mediazione presso la Pontificia Università Gregoriana e presso Roma Tre. Tutte le facoltà al termine del triennio, uguale per tutti, dovranno prevedere due indirizzi di formazione: uno di giustizia contenziosa e uno di giustizia consensuale. Diplomi che potranno essere anche conseguiti entrambi ma con due attestati separati. Proposta accolta con favore dal sottosegretario Mazzamuto, il quale ha auspicato l'eventuale introduzione di esami di stato per i media conciliatori, al pari degli esami di accesso alla professione forense. Favorevole all'affiancamento all'Università di un corso sulla mediazione negoziale anche Piero Sandulli, titolare della cattedra di diritto processuale all'Università di Teramo e giudice costituzionale aggiunto. La costituzione di un gruppo per la mediazione in ambito sanitario è un'altra delle proposte emerse. Anita Labonia, medico e mediatore, ha dimostrato come sia possibile la conciliazione anche in ambito sanitario, sfatando il luogo comune che le assicurazioni non partecipano alla mediazione.

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