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Spunta l'assunzione collettiva. Sgravi ai piccoli

del 18/09/2012
di: Luigi Chiarello
Spunta l'assunzione collettiva. Sgravi ai piccoli
Stop alle tariffe uniche annuali che le piccole aziende e gli artigiani dell'alimentare devono pagare ogni anno per finanziare l'effettuazione dei controlli sanitari. Via libera alle assunzioni collettive in agricoltura; cioè alla possibilità che più imprese, con un solo atto, assumano collettivamente lo stesso lavoratore (attraverso tre nuovi commi aggiunti all'art. 31 del dlgs n. 276/2003 - legge Biagi). Stop all'obbligo di iscrizione all'albo nazionale gestori ambientali, per gli imprenditori agricoli che devono spostare i rifiuti ricavati dalle loro produzioni. Sono solo alcune delle misure allo studio del governo, messe in campo con l'obiettivo di facilitare la vita alle imprese agroalimentari e non solo. Le disposizioni, che intervengono anche nel campo della legislazione ambientale, alimentare e agricola, sono incluse nella bozza di un nuovo provvedimento sulle semplificazioni, che andrà presto all'esame del consiglio dei ministri.

Assunzione collettiva. Tra le norme di semplificazione, quella che probabilmente rappresenta la maggiore innovazione è l'istituto dell'assunzione collettiva di un medesimo lavoratore da parte di più imprese. Con un solo atto. A motivare il legislatore alcune peculiarità del comparto agricolo; nel primario, infatti, sono piuttosto diffusi i rapporti di lavoro instaurati tra singoli lavoratori e una pluralità di datori di lavoro, facenti capo allo stesso gruppo aziendale. O riconducibili a uno stesso proprietario. O, ancora, a uno stesso nucleo familiare; per questo la norma prevede anche la possibilità di assunzione collettiva di un medesimo soggetto da parte di imprese agricole, i cui proprietari siano legati tra loro da un vincolo di parentela o di affinità entro il terzo grado. In tutti i casi, comunque, si tratta di imprese che ricadono in una fattispecie giuridica assimilabile alle reti di imprese. Queste, pur distinte tra loro da un punto di vista giuridico, operano nei fatti in modo molto simile ad una impresa agricola unica. Oggi, però, la normativa impone a queste attività di assumere ciascuna i propri dipendenti; non essendo possibile procedere ad assunzioni di gruppo. La procedura, quindi, crea notevoli difficoltà operative in quanto non è per nulla agevole individuare preventivamente i periodi in cui il lavoratore sarà poi chiamato a prestare la propria opera nelle varie aziende del gruppo; ribadiamo tutte diverse ma gestite economicamente come un unicum. Il distacco, infine, non è attuabile sempre, in quanto potrebbero mancare i requisiti prescritti dalla legge. E cioè: temporaneità e interesse del distaccante. Tra l'altro, questo istituto risulta complicato da gestire in modo corretto, sia dal punto di vista formale che amministrativo. Da qui, la necessità per il governo di «inventare» l'assunzione congiunta. Le stesse motivazioni toccano da vicino le imprese legate da contratti di rete; un istituto previsto dall'art. 3, comma 4-ter, della legge 33/2009. Così, la bozza allo studio prevede, che per le imprese che procederanno all'assunzione del lavoratore e per le amministrazioni previdenziali e fiscali resterà ferma la responsabilità solidale.

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