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Guerra dichiarata: riforma, avvocatura divisa

del 15/09/2012
di: Gabriele Ventura
Guerra dichiarata: riforma, avvocatura divisa
L'avvocatura si spacca sulla linea da tenere nei confronti del governo. Da un lato infatti l'incontro dell'altro ieri al ministero della giustizia ha soddisfatto la maggior parte delle sigle di categoria presenti, oltre ad aver sancito l'avvio di un tavolo permanente con il guardasigilli, Paola Severino, su accesso e formazione. Dall'altro il «grande assente», e cioè il Consiglio nazionale forense, ha dichiarato guerra a ministro e governo annunciando ufficialmente proprio ieri il ricorso al Tar del Lazio contro il dpr di riforma delle professioni e il dm sui parametri.

Il ricorso del Cnf. Il Consiglio nazionale forense ha annunciato ieri di aver affidato «ad autorevoli avvocati- professori universitari il mandato a ricorrere contro la riforma delle professioni del governo Monti», per far valere davanti al Tar del Lazio i vizi di illegittimità sia del regolamento professioni (dpr 137/2012) che del decreto ministeriale parametri (dm 140/2012). Il collegio che si occuperà del ricorso sul dpr professioni, rende noto il Cnf, è formato da Vincenzo Cerulli-Irelli, Giuseppe Colavitti, Guido Greco, Giuseppe Morbidelli, Federico Tedeschini. Si occuperanno del ricorso contro il dm parametri, invece, Angelo Clarizia e Federico Tedeschini. A Massimo Luciani, Gian Paolo Parodi, Paolo Ridola è stata chiesta la disponibilità a confezionare dei pareri su entrambi i temi. A Mario Bertolissi e Giuseppe Abbamonte è stato poi affidato l'incarico di valutare i profili di illegittimità dei decreti legislativi di revisione della geografia giudiziaria (nn.155/2012 e 156/2012), appena pubblicati in Gazzetta Ufficiale. «La decisione», si legge nella nota, «si è resa necessaria davanti agli evidenti vizi di eccesso di potere dei due atti governativi e ai gravi profili di incostituzionalità della legge di autorizzazione». Nei procedimenti di impugnativa saranno coinvolti anche gli ordini forensi. In relazione ai parametri, il Cnf sta anche inoltrando al ministero della giustizia, in vista della riunione del 19 settembre con tutti i Consigli nazionali delle professioni sulla questione specifica, un documento dettagliato con richieste di modifica del decreto ministeriale, «a partire dal ripristino di proporzionalità dei compensi per il patrocinio a spese dello stato».

Il tavolo permanente. Mentre il Cnf va allo scontro, altre sigle aprono invece al confronto con il ministro della giustizia, che nell'incontro dell'altro ieri ha affermato che «la creazione di una classe di avvocati più selezionata e meglio formata è un'esigenza avvertita da tutti, ma è una grande assente finanche nel ddl di riforma che dal prossimo 28 settembre sarà all'esame della camera». «Per questo motivo», afferma Paola Severino, «ho voluto avviare un confronto che si è rivelato ricco di spunti e che, a partire dalla prossima settimana, proseguirà attorno a un tavolo operativo permanente al quale prenderanno parte anche rappresentanti del ministero dell'istruzione e dell'università». Il presidente dell'Oua, Maurizio de Tilla, ha definito l'incontro «proficuo e costruttivo. Il Guardasigilli sembra voglia aprire una stagione nuova con l'avvocatura, basata su un confronto chiaro, trasparente, partecipativo e senza esclusioni. E ha mostrato grande disponibilità sulle diverse questioni poste», prosegue de Tilla, «tra queste la proposta dell'introduzione del numero programmato». I giovani dell'Aiga, guidati da Dario Greco, invece, hanno proposto di «creare un organo nazionale di governo dell'avvocatura eletto a suffragio diretto da parte di tutti gli avvocati italiani, limitare gli sbarramenti anagrafici e le agevolazioni frutto della sola anzianità di iscrizione all'albo che danneggiano le giovani generazioni, e favorire un percorso universitario con numero programmato davvero qualificante per chi intende svolgere la professione d'avvocato». Infine, anche l'Anf ha espresso «soddisfazione per l'incontro, perché apprezzabile è stato l'approccio del ministro, all'impronta della concretezza», ha detto il segretario, Ester Perifano.

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