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Chiamata al lavoro intermittenti con i vecchi canali

del 15/09/2012
di: di Daniele Cirioli
Chiamata al lavoro intermittenti con i vecchi canali
Nuova proroga per i canali delle dtl di comunicazione della chiamata al lavoro degli intermittenti. Fino alla completa definizione del sistema comunicativo, infatti, si potrà continuare a usare ancora gli indirizzi (fax, email e pec) delle direzioni territoriali del lavoro (dtl). Lo precisa, tra l'altro, il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 12728/2012. Inoltre, con interpello n. 28/2012 lo stesso ministero precisa che il contratto di lavoro intermittente può essere utilizzato per attività di live streaming, webcasting e servizi prestati su internet.

Nuova proroga. Sarebbe dovuto entrare a regime oggi il nuovo sistema di comunicazione preventiva della chiamata al lavoro dei lavoratori intermittenti. Un obbligo introdotto dalla riforma Fornero (legge n. 92/2012) e consistente nella comunicazione preventiva da parte del datore di lavoro della chiamata in attività di un lavoratore intermittente (operativo dal 18 luglio, in caso di inadempimento c'è la sanzione da 400 a 2.400 euro). Infatti sarebbe dovuto terminare il 15 settembre il periodo transitorio durante il quale l'obbligo poteva essere assolto anche con fax ed email alla direzione territoriale del lavoro, unitamente al nuovo sistema che prevede l'utilizzo di indirizzi centralizzati sia per il fax che per la posta elettronica, nonché per l'utilizzo di sms. E invece ieri è arrivata la nuova proroga. In una nota, il ministero informa che, al fine di definire interventi di maggior semplificazione dell'obbligo in questione, ritiene opportuno consentire la possibilità di effettuare le comunicazioni sia secondo le nuove modalità (nota del 9 agosto) sia ai recapiti istituzionali degli uffici territoriali del ministero del lavoro. E spiega che tutte queste modalità resteranno operative fino «alla completa definizione dei citati interventi, che saranno illustrati con successiva nota». Il ministero, infine, chiarisce che, ai fini della revoca di comunicazioni già effettuate, è sufficiente una successiva comunicazione che indichi il lavoratore interessato.

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