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Benefici lavori usuranti, la domanda trova il bis

del 15/09/2012
di: di Daniele Cirioli
Benefici lavori usuranti, la domanda trova il bis
Riesame e non ricorso sulle agevolazioni negate agli usuranti. Infatti, l'eventuale rigetto dell'istanza di riconoscimento dei benefici della pensione anticipata, presentata dai lavoratori addetti a mansioni faticose e pensati, non è impugnabile ma soggetta al riesame presso l'Inps su istanza dell'interessato (lavoratore). Lo spiega lo stesso istituto previdenziale nel messaggio n. 14703/2012, illustrando le indicazioni del ministero del lavoro.

Benefici usuranti. La questione concerne le richieste del beneficio del prepensionamento spettante, a determinate condizioni, ai lavoratori addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pensati (cosiddetti lavori usuranti). Dopo la riforma del dlgs n. 67/2011 e in seguito al dm 20 settembre 2011 i lavoratori interessati al beneficio sono tenuti a presentare una specifica domanda (che non è la domanda di pensionamento), da trasmettere completa di documentazione entro il 1° marzo dell'anno di maturazione dei requisiti agevolanti. La domanda va presentata all'istituto previdenziale presso il quale il lavoratore è iscritto e deve essere corredata da copia o estratti della documentazione, nonché dagli elementi di prova in data certa da cui emerga la sussistenza dei requisiti necessari per l'anticipo del pensionamento, con riferimento sia alla qualità delle attività svolte sia ai necessari periodi di espletamento sia alla dimensione e all'assetto organizzativo dell'azienda. La documentazione minima da allegare è indicata nell'allegato A del citato dm 20 settembre 2011.

Riesame e non ricorso. Con nota protocollo 9650/2012, spiega l'Inps, il ministero del lavoro ha fornito alcune precisazioni in materia di ricorsi avverso i provvedimenti di reiezione delle domande per il riconoscimento dello svolgimento di lavori usuranti, adottati con la motivazione del mancato svolgimento di detti lavori in quanto mancante o incompleta la documentazione minima di cui alla citata tabella A. In particolare, il ministero ha chiarito che avverso i predetti provvedimenti di reiezione, in quanto relativi a domande improcedibili, non può essere proposto ricorso ai comitati regionali del lavoro perché sono ricorsi che non si riferiscono a motivi attinenti al merito (delle domande). Piuttosto, ha precisato il ministero, le predette domande sono riconducibili a quelle per le quali, in caso di reiezione, le sedi dell'Inps provvedono al riesame su istanza dell'interessato.

Posizioni pendenti. Per la gestione delle posizioni pendenti, l'Inps precisa che le sedi procederanno all'invio di una specifica comunicazione agli interessati contenente l'avvertenza della possibilità di presentare istanza di riesame presso la sede Inps che ha adottato il provvedimento stesso di reiezione, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Domande già definite. Per quanto concerne, invece, le domande già definite il riesame sarà automatico previa informativa agli interessati i quali avranno 30 giorni di tempo per presentare altra eventuale documentazione. Infatti, il ministero ha precisato che i competenti comitati regionali, qualora investiti di ricorsi avverso provvedimenti di reiezione di domande da considerare improcedibili, anche nei casi in cui l'improcedibilità non sia stata dichiarata dall'Inps, provvederanno, previa dichiarazione di inammissibilità del ricorso, a trasmettere la relativa documentazione alle competenti sedi dell'Inps (la presentazione del ricorso dichiarato inammissibile dal comitato regionale è manifestazione della volontà dell'interessato di chiedere il riesame del provvedimento di reiezione della domanda dichiarata improcedibile). In tal caso, le sedi dell'Inps provvederanno a comunicare agli interessati, con l'invio di apposita lettera, che presso i propri uffici è in corso il riesame del provvedimento di reiezione, con l'invito a presentare, entro 30 giorni, ulteriore eventuale documentazione utile per la trattazione del riesame.

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