Consulenza o Preventivo Gratuito

Terreni agevolati, scende a 5 anni il vincolo

del 15/09/2012
di: di Giusy Pascucci
Terreni agevolati, scende a 5 anni il vincolo
Scende da 10 a 5 anni l'obbligo per i terreni agricoli che hanno beneficiato di aiuti di stato o aiuti comunitari di mantenere la stessa destinazione d'uso. Sarà, però, possibile realizzare sul terreno interventi e costruzioni strumentali alla attività agricola. Niente più incentivi per i comuni e le province che recuperano i nuclei abitati rurali, che mantengono però la priorità nella concessione dei finanziamenti statali e regionali previsti in materia edilizia. Priorità che viene estesa anche ai privati. Sono essenzialmente queste le novità presenti nel testo del disegno di legge sulla valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo, proposto dal ministro delle politiche agricole Mario Catania e approvato ieri dal consiglio dei ministri. Relativamente al suo iter parlamentare proprio Catania ha detto: «Non escludo che il ddl possa essere approvato entro questa legislatura. Potrebbe avvenire se il testo venisse esaminato in sede deliberante». Rispetto alla versione iniziale illustrata a luglio (si veda ItaliaOggi 25/7/2012), il testo presenta alcune limature e risulta più flessibile, in seguito ad una serie di consultazioni avvenute in questi mesi. La novità più rilevante riguarda il limite temporale per il divieto di mutamento di destinazione dei terreni. Il ministro ha spiegato che, fermo restando l'obiettivo di bloccare il progredire dell'urbanizzazione in luoghi agricoli, la riduzione a 5 anni dall'ultima erogazione di aiuto statale o europeo è stata introdotta per non irrigidire troppo il vincolo. Vengono però fatte salve eventuali disposizioni esistenti più restrittive e, ad ogni modo, il vincolo dovrà essere espressamente richiamato negli atti di compravendita dei terreni, a pena di nullità dell'atto. È stata inoltre prevista la possibilità di realizzare, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti, interventi strumentali alla coltivazione del fondo, all'allevamento del bestiame, alla silvicoltura, nonché quelli funzionali alla conduzione dell'impresa agricola e alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Per quanto riguarda le misure di incentivazione, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, per evitare che la Ragioneria di Stato muovesse eccezioni sulla copertura economico-finanziaria, è stata eliminata la previsione degli incentivi per i comuni e le province che procedono al recupero dei nuclei abitati rurali. Tuttavia, resta per le amministrazioni locali che effettuano opere di manutenzione, ristrutturazione, restauro, risanamento conservativo di edifici esistenti e conservazione ambientale del territorio, la priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali previsti in materia edilizia. Beneficio che viene esteso anche ai privati singoli o associati, che intendano realizzare il recupero di edifici nei nuclei abitati rurali. Invariato il cuore del provvedimento, sul cui testo sarà acquisito il parere della Conferenza unificata. Viene creato un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell'estensione massima di terreni agricoli edificabili che tiene conto dell'estensione e della localizzazione dei terreni agricoli rispetto alle aree urbane, dell'estensione del suolo che risulta già edificato, dell'esistenza di edifici inutilizzati, dell'esigenza di realizzare infrastrutture e opere pubbliche. L'estensione massima viene determinata con decreto del ministro delle politiche agricole d'intesa con quello dell'ambiente e delle infrastrutture e la quota viene ripartita tra le Regioni che, a loro volta, la ripartiscono tra i comuni. Il provvedimento interviene infine sugli oneri di urbanizzazione dei comuni abrogando la norma che consente che i contributi di costruzione siano distolti dal finanziamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e che consente agli enti locali di utilizzare una percentuale dei proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni per il finanziamento delle spese correnti.
vota