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Sanatoria: regolarizzabile il lavoro in nero

del 13/09/2012
di: di Daniele Cirioli
Sanatoria: regolarizzabile il lavoro in nero
Se non c'è clandestinità dello straniero, la sanatoria può riguardare anche soltanto il lavoro nero. In altre parole, può essere attivata anche solo per regolarizzare un rapporto di lavoro sommerso con un cittadino immigrato, il quale tuttavia risulti regolarmente soggiornante in Italia. Lo ha precisato il ministero dell'interno nel corso dell'incontro con patronati e associazioni di categoria per illustrare la nuova procedura di regolarizzazione.

Soggetti interessati. Diverse le indicazioni fornite, anche se sui principali dubbi (come per esempio quello relativo alla prova della presenza dello straniero in Italia fin dal 31 dicembre 2011) dal ministero si sono limitati a promettere chiarimenti in un prossimo documento (le Faq) che sarà pubblicato sui siti internet dei ministeri interessati (interno, lavoro e integrazione). Relativamente ai soggetti interessati è stato in primo luogo precisato che possono presentare domanda di regolarizzazione in qualità di datori di lavoro anche i cittadini titolari di permesso di soggiorno per asilo politico (in quanto equiparati nei diritti ai cittadini italiani). Sul versante dei lavoratori regolarizzabili, invece, è stato chiarito che la sanatoria può riguardare anche cittadini stranieri già regolarmente soggiornanti in Italia con titolo di soggiorno che non consente (o consente in modo parziale) di svolgere attività lavorativa, come ad esempio il permesso di soggiorno per cure mediche, per residenza elettiva, per richiesta asilo, per motivo di studio. In quest'ultimo caso, il rapporto sanato dovrà essere necessariamente a tempo pieno.

Capacità di reddito. Il ministero ha poi precisato che il limite di 20 mila euro fissato dal decreto attuativo per la sanatoria del lavoro domestico deve essere applicato al nucleo familiare composto anche da più individui dove un unico percettore di reddito raggiunga la soglia. Invece, nell'ipotesi di nucleo familiare senza percettori di reddito o con un percettore di reddito che da solo non raggiunga i 20 mila euro, possono concorrere anche gli altri familiari conviventi, nonché i parenti non conviventi fino al 2° grado; in tal caso, però, la soglia di reddito s'innalza a 27 mila euro.

Regolarizzazione pregresso. La sanatoria presuppone che il datore di lavoro regolarizzi il pregresso del rapporto di lavoro fatto emergere nei tre aspetti retributivo, contributivo e fiscale, per una durata di almeno sei mesi. Per quanto riguarda i contributi previdenziali pregressi, è stato confermato che il datore di lavoro deve versarli a partire almeno dalla data del 9 maggio 2012. Mentre per quanto riguarda l'autocertificazione che, sempre il datore di lavoro, deve presentare allo sportello unico per l'immigrazione per attestare l'avvenuto adempimento di tutti gli obblighi fiscali sulle retribuzioni erogate al lavoratore emerso, l'Agenzia delle entrate ha prodotto un facsimile di dichiarazione (si veda box). Il ministero dell'interno, infine, ha anticipato che renderà disponibile anche un facsimile di dichiarazione, a firma congiunta datore-lavoratore, sulla regolarità delle retribuzioni pregresse.

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