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Carte di credito e bancomat, rete anti frodi

del 13/09/2012
di: di Antonio Ciccia
Carte di credito e bancomat, rete anti frodi
Una rete contro le frodi su carte di credito e bancomat: il ministero dell'economia renderà disponibile alle forze di polizia il suo sistema informatizzato che contiene le notizie sulle anomalie nell'uso delle carte e sui rischi di frode (siglato Sipaf). Questo grazie a una convenzione tra il Mef e il ministero dell'interno, su cui il garante della privacy ha dato parere favorevole (provvedimento n. 205 del 12 luglio 2012, reso noto ieri con la newsletter n. 362 del 12 settembre 2012).

Nell'archivio confluiscono i dati dei punti vendita cui è stata revocata la convenzione per negoziazione delle carte di pagamento per motivi di sicurezza o per condotte fraudolente denunciate all'autorità giudiziaria. Contiene anche i dati delle transazioni non riconosciute dai titolari delle carte di pagamento o denunciate all'autorità giudiziaria e i dati identificativi relativi agli sportelli automatici fraudolentemente manomessi.

Quindi ad esempio nell'archivio sono censite le operazioni non andate a buon fine perchè la carta risulta smarrita o contraffatta o utilizzata con falsa identità. Nell'archivio si trovano anche informazioni relative ai punti vendita e alle transazioni a rischio di frode.

Lo schema di convenzione sottoposto al Garante prevede, un accesso selezionato al Sipaf da parte delle forze di polizia: solo per finalità di prevenzione e repressione dei reati collegati all'utilizzo di carte di credito o di altri mezzi di pagamento. La sicurezza dell'accesso è assicurata dalla certificazione delle postazioni di consultazione e dal codice identificativo personale assegnato agli operatori autorizzati.

Gli accessi e le operazioni effettuate dagli operatori di polizia saranno tracciate e dovrà essere attivato un sistema di alert automatico che segnali eventuali utilizzi anomali. Inoltre ogni sessanta giorni si dovranno verificare le abilitazioni degli utenti autorizzati ad accedere al sistema.

Sono, inoltre, previsti specifici divieti di duplicazione delle informazioni acquisite per la creazione di autonome banche dati e di utilizzo di dispositivi automatici (robot) che consentono la consultazione in forma massiva dei dati personali.

Infine al personale devono essere impartite direttive relative alle responsabilità connesse all'accesso improprio alla banca dati, all'uso illegittimo delle informazioni e alla loro indebita divulgazione.

Sempre nella newsletter del 12/9/2012 il Garante si è occupato di tessera elettorale e di permessi di accesso alle zone a traffico limitato (ztl). Per la tessera il garante è intervenuto per stabilire che il Comune non può richiedere la restituzione del documento esaurito al momento della consegna di uno nuovo. La restituzione non è prevista dalla legge nel caso in cui la tessera non abbia più spazi liberi, ma solo in altre specifiche ipotesi (trasferimento di residenza dell'elettore da un comune a un altro, deterioramento, di perdita del diritto di voto). Tra l'altro la tessera può, specie con riferimento ai referendum, indicare l'opinione politica della persona. Il ministero dell'interno, conseguentemente, ha dato disposizioni affinché non si proceda più al ritiro del documento esaurito.

Quanto alla ztl si è trattato della richiesta di alcuni giornalisti di consultare l'elenco dei titolari dei permesso di accedere alle ztl (centri storici cittadini) Secondo il garante la legge sulla privacy non pone di per sé ostacoli alla conoscenza da parte dei giornalisti. Ma spetta al comune di valutare se la richiesta della testata giornalistica sia da accogliere o meno, in conformità alla normativa sull'accesso ai documenti amministrativi. Poiché, però, il giornalista chiede notizie con l'unico scopo della pubblicazione sarebbe utile, anche alla luce della legge 150/2000, un indirizzo generale sulla possibilità che il diritto di cronaca sia un interesse di per sé valido ai fini della legge 241/1990. Il garante richiama il giornalista, nel caso la richiesta venga ritenuta legittima, a utilizzare in maniera responsabile i dati personali, rispettando il principio di essenzialità dell'informazione, evitando di pubblicare informazioni e dettagli privi di interesse pubblico o lesivi della dignità della persona.

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