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Suprema corte: dietrofront sulla moratoria fiscale

del 11/09/2012
di: di Debora Alberici
Suprema corte: dietrofront sulla moratoria fiscale
Inversione di rotta della Suprema corte sulla moratoria fiscale. D'ora in avanti gli interessi sugli aiuti di Stato dichiarati incompatibili con il diritto comunitario devono essere calcolati a tasso semplice e non composto. Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza n. 14019/2012, ha accolto il ricorso promosso da una società aggiudicataria di aiuti di Stato poi dichiarati incompatibili. Dunque, ad avviso della sezione tributaria che è intervenuta su questa complessa questione vagliando le norme comunitarie applicabili e la giurisprudenza d'oltralpe, «gli interessi sono determinati in base alle disposizioni di cui al Capo V del reg. n. 794/2004 e che la legge nazionale debba essere intesa, al pari di quella comunitaria, nel senso che detti interessi sono da corrispondere in misura composta se, e solo se, si tratti di decisioni di recupero notificate successivamente alla data di entrata in vigore del regolamento stesso e, anche in tale ipotesi, solo relativamente al periodo intercorrente tra la notifica della decisione della Commissione e il recupero effettivo». È sempre di quest'anno un'altra pronuncia della Corte di cassazione (numero 6542) con la quale era stato affermato il contrario. In quell'occasione Piazza Cavour aveva infatti stabilito che il criterio di determinazione degli interessi su base composta deriva direttamente dalla legge nazionale, risultando il Regolamento CE del 2004 semplicemente il parametro preso dal legislatore nazionale. La vicenda riguarda una grande società emiliana che aveva ricevuto degli aiuti di Stato. Poi questi erano stati dichiarati incompatibili con le norme comunitarie. A questo punto il fisco aveva spiccato un accertamento Irpeg e Ilor, oltre gli interessi in relazione all'anno 1994, al fine di recuperare le imposte non versate in virtù del regime agevolato previsto per le società per azioni a capitale pubblico maggioritario, istituite con la legge 142 del '90, regime qualificato appunto «Aiuti di Stato». L'impresa ha impugnato l'atto impositivo ma senza successo. La ctp e la Ctr hanno confermato l'accertamento e gli interessi. Quindi la difesa della contribuente ha fatto ricorso alla Suprema corte e, questa volta, ha ottenuto una grande vittoria sul punto degli interessi da restituire. Le azienda dovranno infatti restituire solo gli interessi calcolati su un tasso semplice. Di fronte ai giudici del Palazzaccio la difesa della società ha denunciato l'errata determinazione degli interessi dovuti, sostenendo che il richiamo della norma nazionale al regolamenti Ce 794 del 2004 della Commissione, il quale prevede gli interessi sulla base composta, è in contrasto con il diritto comunitario e quindi la disposizione va parzialmente disapplicata.
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