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Spese: l'Italia deve restituire 28 mln a Bruxelles

del 08/09/2012
di: La Redazione
Spese: l'Italia deve restituire 28 mln a Bruxelles
Duecentoquindici milioni di euro torneranno da 13 stati membri Ue (Italia compresa) a Bruxelles per spese irregolari effettuate nell'ambito dei finanziamenti Pac, come risultato della periodica procedura di correzione dei conti che la Commissione europea applica alle spese per la politica agricola. L'Italia dovrà restituire 28 milioni, la gran parte (circa 27 milioni) per errori e lacune nel calcolo dei diritti all'aiuto. Il resto è dovuto a Bruxelles per carenze nell'integrazione del settore olio d'oliva nel regime di pagamento unico, in particolare per quanto concerne le misure di mercato, colpite da pagamenti in ritardo e scarsi controlli delle azioni di promozione. Al netto delle risorse finanziarie già recuperate dall'Ue e di un rimborso da 110 milioni dovuto alla Spagna in seguito a una sentenza della Corte di giustizia Ue, l'impatto finanziario della correzione dei conti misura si riduce a 94 milioni di euro in totale e a 27,9 per l'Italia. Il Portogallo dovrà restituire 89,4 milioni di euro (impatto finanziario 88,9) per carenze nell'applicazione dei sistemi di identificazione delle parcelle agricole (Gis-Lpis). Stessa irregolarità riscontrata in Gran Bretagna (34,5 milioni per 32,2 di impatto finanziario) e Svezia (20,4 milioni). Per quanto riguarda i settori, quelli dove si concentra il maggior numero di irregolarità sono gli aiuti per superficie (181,199 milioni, 177,288 di impatto finanziario) e sullo sviluppo rurale (17,455 milioni). I fondi ritornano nel bilancio dell'Unione per inosservanza delle norme Ue o inadempienze nelle procedure di controllo della spesa agricola. «Se», ricorda una nota della Commissione, «gli Stati membri sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune, spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi stanziati».
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