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Commissione finanze: fisco,si parte dalla legge delega

del 08/09/2012
di: di Cristina Bartelli
Commissione finanze: fisco,si parte dalla legge delega
Legge delega fiscale, si parte. Dalla prossima settimana, da martedì 11 settembre, la commissione finanze della camera, presieduta da Gianfranco Conte, inizierà l'esame della riforma e calendarizzerà le audizioni di tutte le agenzie fiscali, di Confindustria, di Rete imprese Italia, e degli ordini professionali, poi si entrerà nel vivo con l'esame del provvedimento. Si partirà già da martedì con l'audizione di Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate.

Obiettivo? Dopo i rallentamenti accumulati per il super lavoro estivo delle camere, chiudere la partita entro la metà di ottobre con la prima approvazione. Dall'analisi della legge delega scaturirà anche una serie di emendamenti che «però» precisa Conte a ItaliaOggi, «non stravolgeranno il testo che nell'impianto resterà quello» inviato alla camera i primi di giugno, senza dunque nessuno spacchettamento per quel che riguarda forse uno degli argomenti più controversi come quello dell'abuso di diritto. La conferma di un impianto inalterato arriva anche da Alberto Fluvi (Pd), designato relatore del provvedimento.

I temi su cui è puntata l'attenzione del presidente della commissione finanze vedono al primo posto il discorso sulle semplificazioni fiscali, l'ambito delle sanzioni, la riforma dei giochi e la riscossione. Tutti temi non di poco conto «a cui» annuncia Conte, «potranno aggiungersi altre questioni di particolare interesse. Più precisamente», sottolinea il presidente della camera, «con la crisi la cosa più utile da fare è riprendere le fila di qualche intervento sui consumi. Ripensare», precisa Conte, « a una compliance fiscale migliorata tra fisco e consumatori».

Un piano di intervento che avrebbe, secondo le intenzioni del presidente della commissione VI della camera, l'obiettivo di veder crescere il contrasto all'evasione operando un mix di interventi tra semplificazioni in dichiarazione, redditometro, spesometro e lotta al contante (si veda altro articolo a pag. 25): «per dare con il tema delle semplificazioni, un segnale e un rapporto più tranquillo con il fisco», spiega Conte.

Ma c'è un altro capitolo che troverà spazio nel dibattito alla camera, quello della continuità aziendale: «Deve essere prevista la continuità aziendale anche dove ci siano problemi con il fisco, è importante dal mio punto di vista fare in modo di mantenere la produzione e l'azienda». Nel dibattito sulla delega si avrà modo anche di riaprire il capitolo riorganizzazione delle agenzie fiscali. Il decreto spending review ha al suo interno una serie di misure che vedono un percorso, con un calendario serratissimo, per la creazione di due agenzie fiscali dalle quattro esistenti. Da dicembre dovranno essere infatti un'Agenzia delle entrate e territorio e un'Agenzia dogane monopoli. Le misure sono state approvate con i mal di pancia della camera, e lo ricorda Conte: «La commissione durante il dibattito è stata contraria, abbiamo degli esempi, in Francia con la fusione dell'Agenzia delle dogane con l'amministrazione dei monopoli non proprio illuminante. Forse avrebbe un senso maggiore una fusione tra Agenzia delle dogane-Agenzia delle entrate ma non Agenzia del territorio con Agenzia delle entrate. Si crea la situazione per cui l'Agenzia delle entrate dà le stime e poi accerta». Sul punto dunque la commissione è decisa a fare in modo di riaprire il capitolo e ottenere qualche modifica. Sulla stessa linea Alberto Fluvi che rilancia: «Il tempo per rimettere le mani sull'impianto delle Agenzia c'è. La commissione ha approvato una risoluzione in cui chiedeva che la questione fosse disciplinata dalla legge delega sua sede naturale mentre invece si è scelto il veicolo della spending review».

Tra gli argomenti sotto la lente da parte della commissione la normativa sull'abuso di diritto. Con la legge delega, infatti, si introduce nel sistema tributario una definizione generale di abuso del diritto da unificare con quella dell'elusione, rendendola applicabile a tutti i tributi. La delega prevede anche specifiche regole procedimentali destinate a garantire un efficace confronto con l'amministrazione fiscale e a salvaguardare il diritto di difesa del contribuente. L'intervento si rende necessario per contemperare l'aspettativa delle imprese di operare in un quadro più stabile e certo con la necessità per il fisco di uno strumento più efficace per la lotta ai fenomeni elusivi. Il divieto di abuso del diritto, nella sua accezione generale, investe le operazioni prive di adeguato spessore economico e realizzate principalmente per ottenere risparmi d'imposta attraverso l'impiego distorto di schemi giuridici, ciascuno dei quali peraltro perfettamente legittimo, ma che nel loro complesso sono adottati allo scopo prevalente (o esclusivo) di ottenere un vantaggio fiscale.

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