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La crisi morde, ma le imprese nascono ancora

del 07/09/2012
di: La Redazione
La crisi morde, ma le imprese nascono ancora
Nonostante la crisi, le imprese che aprono i battenti superano nel numero quelle che chiudono: il bimestre luglio-agosto ha saldo positivo, pari a +9.668 unità, con un tasso di crescita dello 0,16%. È quanto emerge da una rilevazione effettuata da Unioncamere su dati del Registro imprese delle Camere di commercio, elaborati da InfoCamere. Le cessazioni registrate nel bimestre estivo hanno superato quota 41 mila; il dato peggiore dal 2009. Le iscrizioni, invece, sono state più di quelle dello scorso anno: quasi 51 mila a fronte delle quasi 50 mila di luglio-agosto 2011. Il saldo, pur rimanendo positivo rappresenta la performance peggiore da che la crisi ha colpito il paese.

Rallenta il Centronord. Il rallentamento della crescita delle imprese ha colpito in questi 2 mesi le aree produttive più sviluppate. L'intero Centronord presenta tassi di crescita più contenuti dello stesso periodo del 2011. In particolare nel Nordest la crisi raffredda l'anima imprenditoriale dei suoi abitanti, facendo crescere l'indicatore della nati-mortalità di solo lo 0,07%, in contrazione dallo 0,18% di un anno fa. Stessa sorte interessa Nordovest e Centro, il cui tasso di crescita nel bimestre è pari allo 0,11%, in calo rispetto al +0,17% e +0,25% del 2011. In controtendenza il Sud, dove l'indicatore di crescita (+0,28%) segna un aumento rispetto a quello del bimestre estivo 2011.

Quasi 2 mila imprese in più a Napoli. A livello provinciale, Napoli (dove addirittura si contano quasi 2 mila imprese in più rispetto a giugno scorso), Palermo, Aosta e Salerno spiccano al vertice della classifica per tasso di crescita. Sedici invece e tutte del Nord (tranne Macerata e Oristano) le province in cui le cessazioni arrivano a superare le iscrizioni, generando un saldo negativo che, in valore assoluto, è massimo a Vicenza (-86 imprese).

Le risposte alla crisi. Le nuove imprese rispondono alla congiuntura negativa optando per una forma giuridica più strutturata: +0,42% l'incremento delle società di capitali (in calo rispetto a quanto registrato lo scorso anno), +0,52% le altre forme giuridiche, in crescita rispetto al 2011. Modesti i tassi di incremento di ditte individuali (+0,09%) e società di persone (0,05%).

I settori. L'agricoltura da tempo è, in assoluto, il settore che perde il maggior numero di imprese nel periodo (-416, dato però migliore di quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno). Più consistente è il calo nel manifatturiero (-275 imprese), sebbene il tasso di crescita sia più negativo del 2011. Positivo ma in deciso rallentamento rispetto a luglio-agosto 2011 il saldo delle Costruzioni, aumentato nel bimestre estivo 2012 di sole 83 unità (a fronte delle quasi 2 mila imprese nate tra luglio e agosto del 2011). Frena la dinamica espansiva nei servizi; specie per le attività professionali, scientifiche e tecniche (736 le imprese in più questa estate a fronte delle oltre mille registrate lo scorso anno). Fanno eccezione sanità e assistenza sociale, in cui il saldo di 201 unità corrisponde a un tasso di crescita dello 0,59%, in aumento rispetto allo 0,41% del bimestre luglio-agosto 2011.

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