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Pannelli solari sottocosto: Ue indaga su quelli cinesi

del 07/09/2012
di: La Redazione
Pannelli solari sottocosto: Ue indaga su quelli cinesi
La Commissione europea ha aperto un'indagine sulle importazioni di pannelli solari dalla Cina. Secondo la denuncia presentata il 25 luglio scorso all'esecutivo Ue dall'associazione di categoria Eu Pro Sun, i produttori cinesi esportano sottocosto rendendo impossibile la competizione per le imprese europee. Le compagnie della Repubblica popolare, attacca il presidente di Eu Pro Sun Milan Nitzschke, applicano «un margine di dumping compreso tra il 60 e l'80%, che le porta a registrare perdite importanti pur senza finire in bancarotta perché finanziate dallo stato». L'indagine durerà 15 mesi e, se le prove raccolte da Bruxelles confermeranno le accuse, potrebbe portare all'imposizione di dazi provvisori in funzione anti-dumping da parte europea già entro nove mesi. La misura potrà essere resa definitiva per un massimo di cinque anni una volta chiusa la procedura. La Cina è il più grande produttore al mondo di moduli fotovoltaici, con una quota di mercato del 65% e l'Ue è il principale mercato per le esportazioni, per un valore di 20 miliardi di euro. Numeri che rendono l'indagine la più significativa intrapresa dalla Commissione Ue fino a oggi. Da parte cinese, il maggiore produttore al mondo di pannelli, la Suntech, fa sapere che collaborerà con Bruxelles, ma ricorda anche che eventuali barriere al commercio faranno aumentare il costo dell'energia solare e finiranno per colpire l'industria fotovoltaica europea. Che si divide tra chi, come la Eu Pro Sun e l'italiana Ifi (Industrie fotovoltaiche italiane) plaude all'iniziativa della Commissione, e altre organizzazioni come la Epia che adottano un atteggiamento più cauto. Installatori e produttori di macchinari per la costruzione dei pannelli temono infatti l'aumento dei prezzi ed eventuali rappresaglie cinesi. In maggio gli Stati Uniti hanno deciso di applicare tariffe anti-dumping ai pannelli cinesi, e Pechino ha risposto con un'indagine anti-dumping sul silicio policristallino importato da Washington. La questione è politicamente sensibile, tanto che la settimana scorsa il Cancelliere tedesco Angela Merkel in visita a Pechino ha voluto rassicurare il premier cinese Wen Jiabao sulla volontà di risolvere certe questioni col dialogo più che per vie legali. Nel Parlamento europeo, i Conservatori invitano a evitare le guerre commerciali mentre altri gruppi come la Lega nord accolgono positivamente l'iniziativa della Commissione «a tutela delle imprese europee».
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