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Pensioni forensi, aliquota unica di rendimento

del 06/09/2012
di: di Simona D'Alessio
Pensioni forensi, aliquota unica di rendimento
Arriva l'aliquota unica di rendimento per il calcolo delle pensioni degli avvocati: stabilita all'1,40%, sarà «agganciata alle tavole di sopravvivenza specifiche della categoria» e permetterà di valorizzare «tutti i redditi prodotti nell'intero periodo d'iscrizione» dei professionisti. E, ancora, sale la contribuzione soggettiva, che passa al 14% dal 1° gennaio 2013, per crescere di un altro punto percentuale nel 2021, anno in cui scatta la soglia dei 70 anni per l'andata in pensione. A deciderlo ieri, a Roma, il comitato dei delegati della cassa di previdenza forense che, al fine di assicurare la sostenibilità dei bilanci a 50 anni (richiesta agli enti privatizzati nati con i dlgs 509/1994 e 103/1996 dalla legge 148/2011) ha apportato modifiche al regolamento delle prestazioni e a quello dei contributi, approvando una riforma che sarà sottoposta entro il 30 settembre ai ministeri vigilanti. La vera novità, anticipata ieri da ItaliaOggi, è la fusione delle due aliquote di rendimento in un unico coefficiente che, riferiscono fonti dell'istituto guidato da Alberto Bagnoli, «è stato fissato all'1,40, la cifra giusta per coprire tutte le possibili combinazioni di carriera dell'avvocato. E verrà adeguato, ogni tre anni, in base alle speranze di vita della platea». Agendo su tale leva, sulla quale si erano concentrati alcuni dei 15 emendamenti ammessi alla votazione, «il sistema favorisce anche le giovani generazioni di avvocati, perché il computo dell'assegno avverrà sull'intera vita lavorativa (non escludendo più i cinque anni peggiori) e diventa pressoché equivalente al metodo contributivo», rispondendo alle richieste del ministro del welfare Elsa Fornero.

Dal 1° gennaio prossimo, il contributo soggettivo (a carico del professionista) subisce un incremento e va al 14%, e viene confermato il ritocco verso l'alto dell'aliquota integrativa (a carico del cliente, inserita in fattura) al 4%; al di là dei versamenti obbligatori, per ciò che concerne la contribuzione modulare (una sorta di «pensione di scorta», cui lo scorso anno avevano aderito circa 20 mila degli oltre 140 mila avvocati che figurano negli elenchi della cassa, ndr) prevista dall'1% al 10% del reddito dichiarato, viene resa interamente facoltativa e finanzierà una quota previdenziale calcolata con il sistema contributivo. Il comitato dei delegati non ha votato per nuovi interventi sulle pensioni in essere, «fermo restando il contributo di solidarietà del 7% a carico dei pensionati che proseguano nell'esercizio professionale».

Respinte, invece, le proposte di modifica relative al blocco della perequazione automatica dell'Istat sull'assegno (legata all'andamento dell'inflazione) e quelle che chiedevano di anticipare l'entrata in vigore dell'età pensionabile a 70 anni già dal 2014. «Soddisfatto per il risultato raggiunto», il presidente Bagnoli confida nella «rapida approvazione della delibera» da parte dei dicasteri, «per dare certezze agli iscritti circa la sostenibilità dell'ente e la corretta programmazione della propria posizione previdenziale».

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