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Roma, aliquota massima per le seconde case

del 06/09/2012
di: di Sergio Trovato
Roma, aliquota massima per le seconde case
Cattive notizie per i contribuenti residenti nella capitale. Aliquote al massimo e agevolazioni al minimo, sono queste le scelte fatte dal comune di Roma per l'Imu. I titolari di immobili diversi dall'abitazione principale sono infatti tenuti a pagare la nuova imposta locale applicando l'aliquota massima nella misura del 10,6 per mille. Nessuna agevolazione è invece stata concessa per gli immobili locati né per quelli costruiti dalle imprese destinati alla vendita, mentre è prevista la riduzione dell'aliquota all'1 per mille per i fabbricati rurali strumentali. Sono alcune delle decisioni contenute nella deliberazione 36/2012 adottate dal consiglio comunale di Roma. L'assemblea capitolina ha aumentato dal 4 al 5 per mille anche l'aliquota relativa agli immobili adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze, classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7. Viene ribadito che per abitazione principale s'intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il soggetto passivo e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano fissato la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio di Roma Capitale, le agevolazioni si applicano per un solo immobile. Stessa aliquota è stata deliberata per le unità immobiliari possedute, a titolo di proprietà o di usufrutto, da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, purché l'abitazione non risulti locata, e per quelle appartenenti alle società cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite a prima casa dei soci assegnatari. Per le cooperative non è però riconosciuto l'integrale trattamento agevolato che spetta alle abitazioni principali, compresi gli immobili posseduti da anziani e disabili che sono stati assimilati. Infatti, la delibera stabilisce che hanno diritto a fruire della detrazione dall'imposta dovuta di 200 euro, mentre è esclusa la maggiorazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni. E' stata invece leggermente ridotta l'aliquota, dal 7,6 al 6,8 per mille, per gli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari (ora Ater). Anche a questi immobili si applica solo la detrazione di 200 euro. Sono invece soggetti all'aliquota di base (7,6 per mille), senza variazioni in aumento o in diminuzione, le unità immobiliari non produttive di reddito fondiario classificate nelle categorie C1 (negozi e botteghe), C3 (laboratori per arti e mestieri) e D8 (per le sole autorimesse pubbliche), a patto che vengano utilizzate direttamente dal soggetto passivo per lo svolgimento della propria attività lavorativa o istituzionale. Il beneficio è limitato a un solo immobile. Aliquota di base anche per gli immobili posseduti e utilizzati dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus). Ai titolari è però imposto di presentare, entro il 30 marzo dell'anno successivo, una comunicazione ad hoc nella quale attestino il possesso dei requisiti richiesti, utilizzando il modello predisposto dall'amministrazione comunale. Infine, va un po' meglio per i possessori di fabbricati rurali a uso strumentale, per i quali l'aliquota, già agevolata ex lege, viene ridotta dal 2 all'1 per mille. Si tratta degli immobili utilizzati per la manipolazione, trasformazione e vendita dei prodotti agricoli, che dal 2012 non hanno più diritto all'esenzione ma a un trattamento agevolato con applicazione dell'aliquota del 2 per mille che i comuni possono ridurre all'1 per mille. L'articolo 13 del dl «salva Italia» (201/2011) ha confermato l'esenzione solo per i fabbricati strumentali ubicati in comuni montani o parzialmente montani indicati in un elenco predisposto dall'Istat.

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