Consulenza o Preventivo Gratuito

Successioni Ue, vale la residenza come unico criterio

del 05/09/2012
di: di Cinzia De Stefanis
Successioni Ue, vale la residenza come unico criterio
La residenza abituale del caro estinto sarà l'unico criterio per determinare agevolmente quale paese abbia competenza e quali norme nazionali andranno applicate nelle pratiche di successione transfrontaliera. I cittadini residenti all'estero, però, potranno scegliere se sottoporre o meno l'intera successione alla legge dello stato di cui hanno la cittadinanza. Se cioè applicare integralmente la norma del paese di residenza, anche per i beni detenuti all'estero, o se, invece, optare per il regime di successione del paese di cui hanno cittadinanza. Pertanto un pensionato italiano che vive in Grecia potrà scegliere, nell'organizzare la sua successione, se applicare la legge italiana o quella greca.

Tutto questo grazie al regolamento sulle successioni internazionali del 6/7/2012 n. 650 (su Gazzetta Ufficiale L 201/07, 27 luglio 2012) con il quale il legislatore europeo è intervenuto a rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione di persone che attualmente incontrano difficoltà nell'esercizio dei loro diritti, nell'ambito di una successione con implicazioni transfrontaliere. Le nuove norme diventeranno operative dal 17 agosto 2015 «Sono circa 12,3 mln gli europei», ha precisato il commissario Ue alla giustizia Viviane Reding, vicepresidente e commissaria europea per la giustizia, «che vivono in un altro stato membro e ogni anno nell'Ue si aprono circa 450 mila successioni internazionali per un valore di 120 miliardi di euro». «Dopo aver semplificato la vita alle coppie coinvolte in un divorzio transnazionale, abbiamo fatto lo stesso per le famiglie costrette ad affrontare le conseguenze giuridiche della morte di un caro», ha dichiarato Viviane Reding. «La diversità delle norme nazionali sulle successioni era causa di un vero e proprio labirinto giuridico. Con questo regolamento abbiamo snellito il processo, apportato certezza giuridica ai cittadini e reso più facile individuare la legge applicabile nei singoli casi». Il regolamento riguarda tutti gli aspetti di diritto civile della successione a causa di morte, ossia qualsiasi modalità di trasferimento di beni, diritti e obbligazioni sia per atto volontario sia per disposizione testamentaria. Il provvedimento non si applica alla materia fiscale né alla materia amministrativa di diritto pubblico. Spetterà al legislatore nazionale determinare ad esempio le modalità di calcolo e il versamento delle imposte e degli altri tributi a carico del defunto al momento della morte. Inoltre il provvedimento non riguarderà le questioni attinenti le convenzioni matrimoniali e i regimi patrimoniali tra coniugi. Il regolamento istituisce anche un certificato successorio europeo. Certificato destinato a essere utilizzato dagli eredi, dai legatari che vantano diritti diretti sulla successione e dagli esecutori testamentari o amministratori dell'eredità che, in un altro Stato membro, hanno necessità di far valere la loro qualità o di esercitare, rispettivamente, i loro diritti di eredi o legatari e/o i loro poteri come esecutori testamentari o amministratori dell'eredità. Il certificato non è obbligatorio e non sostituisce i documenti interni utilizzati per scopi analoghi negli stati membri. Tuttavia, una volta rilasciato per essere utilizzato in un altro stato membro, anche nello stato membro le cui autorità lo hanno rilasciato. Il certificato produce i suoi effetti in tutti gli stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento e costituisce titolo idoneo per l'iscrizione di beni ereditari nel pertinente registro di uno stato membro. Per quanto concerne la competenza, sono competenti a decidere sulla successione gli organi giurisdizionali dello stato in cui il defunto ha residenza abituale al momento della morte.

vota