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Le cabine fototessera non sono sedi secondarie

del 01/09/2012
di: La Redazione
Le cabine fototessera non sono sedi secondarie
Le cabine automatiche per fototessere non possono essere considerate sedi secondarie dell'azienda, negozi o filiali. Pertanto i messaggi pubblicitari riportati al loro esterno scontano l'imposta comunale, a prescindere dalla dimensione. È quanto ha affermato la Ctp di Reggio Emilia con la sentenza n. 70/4/12, che ha dato torto al contribuente che ricorreva contro un avviso di accertamento relativo all'imposta di pubblicità per l'anno 2011. La società, operante nel settore delle apparecchiature automatiche per fototessera, stampe e biglietti da visita, gestisce in Italia migliaia di «cabine», dislocate in stazioni, centri commerciali e aeroporti. Il concessionario del servizio di affissione e pubblicità per conto di un comune dell'Emilia-Romagna contestava l'omesso versamento del tributo sui messaggi promozionali riportati sulle cabine. Da qui l'avvio del contenzioso, con la ricorrente che si difendeva eccependo come, ritenendo questi «cubi» sue sedi aziendali ed essendo l'insegna inferiore ai 5 metri quadrati, le cabine fossero esentate dalla Icp. L'articolo 17, comma 1-bis del dlgs n. 507/1993 stabilisce infatti che «l'imposta non è dovuta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l'attività cui si riferiscono, di superficie complessiva fino a 5 metri quadrati». La tesi, tuttavia, non trova concordi i giudici reggiani. La Ctp osserva che l'esenzione invocata dalla società poggia sul fatto che le cabine siano fatte rientrare nel concetto di «insegna» e che, conseguentemente, l'obbligo impositivo scatterebbe solo per superfici superiori ai 5 mq. Un'interpretazione che il collegio definisce «equivoca»: per «insegne di esercizio», si legge nella sentenza, devono infatti intendersi quelle apposte alla sede in cui si svolge l'attività dell'azienda. E per sedi aziendali secondarie devono essere considerate quelle risultanti dalla visura camerale. Presupposto che, ovviamente ,non sussiste per le cabine automatiche in oggetto. «La pretesa di considerare strutture volte al rilascio di biglietti da visita o fototessere come sedi dell'azienda pare una forzatura non condivisibile», chiosa la Ctp. Da qui il rigetto del ricorso e la condanna della società alle spese di giudizio.

Valerio Stroppa

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