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Sicurezza: risponde il responsabile e non l'imprenditore

del 31/08/2012
di: di Debora Alberici
Sicurezza: risponde il responsabile e non l'imprenditore
Se c'è un responsabile della sicurezza il datore di lavoro non risponde per la mancata visita medica ai dipendenti. Lo ha stabilito la Suprema corte di cassazione che, con la sentenza numero 33521 del 30 agosto 2012, ha annullato con rinvio la condanna a carico di un imprenditore sorpreso dall'ispettorato con alcuni dipendenti che non avevano fatto la visita per il lavoro notturno.

Il caso ad Ancona. Un 61enne era stato accusato per non aver fatto visitare due dipendenti addetti al lavoro notturno. Quindi era scattata la sanzione. Il tribunale e la Corte d'appello avevano confermato la responsabilità penale dell'uomo. Verdetto completamente ribaltato dalla Suprema corte cui l'imprenditore si è rivolto sostenendo che in azienda era presente un responsabile della sicurezza, regolarmente nominato, che avrebbe dovuto provvedere al rispetto delle norme antinfortunistiche.

La tesi è stata accolta dalla sezione feriale della Suprema corte di cassazione. Ad avviso degli Ermellini, infatti, «laddove ci sia un responsabile della sicurezza, è quest'ultimo che deve attivarsi per il rispetto delle norme antinfortunistiche. Quindi è rilevante accertare se in azienda vi sia stato, o no, un responsabile della sicurezza, fermo restando comunque che il datore di lavoro ha un generale obbligo di vigilare in ordine al corretto espletamento da parte di quest'ultimo delle attività a lui delegate e concernenti l'adozione delle misure di prevenzione degli infortuni sul lavoro».

Ora la causa tornerà ad altra sezione della Corte d'appello di Perugia che, nel decidere dovrà uniformarsi al principio di diritto sancito in sede di legittimità.

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