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Processo tributario, esclusi nuovi documenti in appello

del 31/08/2012
di: di Sergio Trovato
Processo tributario, esclusi nuovi documenti in appello
L'ammissibilità di nuovi documenti nel giudizio tributario d'appello non può consentire alle parti di aggirare il divieto di nuove prove. Dunque, il fisco non può fornire la prova della notifica degli atti impositivi e delle cartelle di pagamento per la prima volta in appello. Lo ha affermato la commissione tributaria regionale della Sicilia, sezione staccata di Catania (sezione XXXIV), con la sentenza n. 66 del 15 maggio 2012.

Secondo la commissione regionale, nel processo tributario la normativa «non consente l'ampliamento della materia del contendere neppure attraverso la produzione di documenti. Ne discende che la stessa deve ritenersi ammessa soltanto a supporto di pretese e considerazioni già svolte e non anche qualora determini, come nel caso che ci occupa, la necessità di ulteriori contestazioni e deduzioni».

In effetti nel giudizio di appello non è consentito proporre domande nuove, per evitare un ampliamento della decisione portata all'esame del giudice di primo grado. E il divieto non può essere derogato anche se la controparte non abbia contestato l'introduzione di domande nuove, accettando il contraddittorio. Inoltre, l'articolo 58 del decreto legislativo 546/1992 prevede che il giudice d'appello non possa disporre nuove prove, salvo che non le ritenga necessarie ai fini della decisione o che la parte dimostri di non averle potute fornire nel precedente grado di giudizio per causa a essa non imputabile.

Occorre rilevare però che l'ammissione senza alcuna limitazione della produzione di documenti in appello comporta come conseguenza che, essendo il processo tributario un processo essenzialmente documentale, l'ostacolo derivante dall'impossibilità di produrre nuove prove può essere aggirato. La possibilità di depositare in appello nuovi documenti, almeno 20 giorni liberi prima dell'udienza, in qualche modo contrasta con il divieto di nuove prove. E la prova documentale ha una grande importanza, atteso che per dimostrare certi fatti subisce una limitazione la stessa funzione decisoria del giudice. Sono infatti esclusi come mezzi istruttori sia il giuramento che la prova testimoniale. Sarebbe opportuno un intervento legislativo che elimini questa anomalia.

Tra l'altro sulla questione c'è un contrasto giurisprudenziale. Anche la sentenza della Ctr Sicilia non è in linea con le posizioni della Cassazione, che con la sentenza 6949/2006 ha ritenuto ammissibili nuovi documenti che possono essere, di fatto, nuove prove. Tuttavia, i giudici di legittimità sono andati oltre il principio affermato nel processo civile dalle Sezioni unite (8203/2005), che hanno dichiarato l'inammissibilità di nuove prove e documenti nel giudizio d'appello. Secondo la sezione tributaria, invece, vale il principio di specialità, per cui deve applicarsi la norma processuale tributaria. Del resto, il ricorrente può produrre nuovi documenti nel giudizio d'appello senza dover fornire la prova dell'impossibilità di depositarli nel giudizio di primo grado. Le parti, quindi, possono produrre nuovi documenti in appello, anche se ne erano già in possesso nel giudizio di primo grado (Cassazione, sentenza 20086/2005). Il termine per il deposito è perentorio, anche se la legge non prevede una sanzione ad hoc in caso di inosservanza.

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