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Rete professionale all'attenzione del ministero

del 31/08/2012
di: Ermando Bozza
Rete professionale all'attenzione del ministero
I revisori legali dei conti, persone fisiche o giuridiche, compresi i sindaci-revisori devono comunicare al Registro dei revisori la propria appartenenza ad una eventuale rete professionale.

L'adempimento riguarda un'ampia platea di professionisti coinvolti in studi associati, network professionali ed altre organizzazioni.

La rete professionale

Tra le novità più significative del decreto 144 vi è la previsione dell'obbligo per i revisori di indicare nella domanda di iscrizione, tra l'altro, l'eventuale rete di appartenenza, come definita dall'art. 1, comma 1, lett. l) del dlgs n. 39/2010.

L'adempimento assume particolare rilevanza nella prassi professionale in quanto strettamente collegato ai requisiti di indipendenza e obiettività del revisore definiti sia dai principi di revisione che dall'art. 10 del dlgs n. 39. Requisiti che, ai sensi dell'art. 20, comma 5, del citato dlgs 39, formano oggetto del controllo obbligatorio di qualità cui tutti i soggetti esercitanti la revisione legale dei conti saranno assoggettati con cadenza almeno sessennale per coloro i quali non hanno incarichi in enti di interesse pubblico e almeno triennale per gli altri.

Art. 1, comma 1, lett. l) del dlgs n. 39/2010:

Definizione di rete

«La struttura alla quale appartengono un revisore legale o una società di revisione legale, che è finalizzata alla cooperazione e che persegue chiaramente la condivisione di utili o dei costi o fa capo ad una proprietà, un controllo o una direzione comuni e condivide prassi e procedure comuni di controllo della qualità, la stessa strategia aziendale, uno stesso nome o una parte rilevante di risorse professionali».

Con regolamento il Mef, sentita la Consob, dovrà definire l'estensione della rete.

La comunicazione degli incarichi di revisione

Altra previsione innovativa portata dal decreto 145 è quella relativa all'obbligo per i revisori di comunicare al Registro dei revisori delle informazioni strumentali tramite posta elettronica certificata o con modalità telematiche.

Le informazioni più significative da fornire al Mef sono quelle relative agli incarichi di revisione legale in essere, con specifica indicazione di quelli in enti di interesse pubblico, per i quali occorrerà indicare:

  • la durata;

  • i corrispettivi pattuiti.

    Le suddette informazioni non sono «una tantum» ma occorrerà comunicare anche l'assunzione di nuovi incarichi, gli eventuali rinnovi e le cessazioni specificando se per scadenza naturale o per effetto di dimissioni, revoca o risoluzione consensuale.

    La comunicazione degli incarichi e dei correlati corrispettivi appare propedeutica sia alla fissazione definitiva del contributo da versare per l'iscrizione nel Registro dei revisori, sia ai fini del controllo di qualità obbligatorio da parte del Mef.

    Infatti le nuove funzioni a cui assolve il Registro dei revisori e l'introduzione del controllo di qualità per tutti i revisori richiedono risorse finanziarie che coprano interamente i costi, per cui è verosimile che verranno introdotte forme di contribuzione che tengano conto dei corrispettivi percepiti dai singoli revisori.

    Inoltre, ai fini del controllo di qualità, l'art. 20, comma 5, del dlgs n. 39/2010, prevede come oggetto del controllo, i corrispettivi percepiti, al fine di verificarne la congruità rispetto alla natura, complessità e rischiosità dell'incarico. L'adempimento in esame servirà, evidentemente, anche a tale scopo. Al riguardo occorrerà fare attenzione al caso del collegio sindacale o del sindaco unico, investiti anche della revisione legale dei conti: appare fondamentale distinguere i corrispettivi della revisione rispetto a quelli riguardanti le funzioni di vigilanza di cui all'art. 2403 c.c.

    Tirocinio triennale

    Il decreto 146 ha confermato la durata triennale del tirocinio per ottenere l'abilitazione a revisore legale dei conti. D'altronde non poteva essere diversamente in quanto la durata triennale è il termine minimo previsto dalla direttiva europea. Il problema che si pone ora è il coordinamento dell'attività di tirocinio ai fini dell'abilitazione a revisore legale con quella per l'abilitazione alla professione di dottore commercialista o esperto contabile che, con la riforma delle professioni (legge n. 148/2011 e dpr n. 137/2012), è passata a 18 mesi. Nel decreto 146 nulla è previsto al riguardo, per cui restano irrisolti nodi cruciali quali la prosecuzione della pratica per il periodo non coincidente e, soprattutto, le modalità di esame di abilitazione per i revisori già abilitati quali dottori commercialisti o esperti contabili.

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