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Provedimenti: Tiro alla fune sul registro revisori

del 31/08/2012
di: di Cristina Bartelli
Provedimenti: Tiro alla fune sul registro revisori
Dal 14 settembre a chi si presenta il modello di iscrizione per il registro dei revisori contabili? La risposta alla domanda, a quanto sembra, non è da poco, perché sia l'ispettorato generale della finanza della ragioneria sia i dottori commercialisti, che attualmente gestiscono il registro, rispondono: «A noi», con evidenti problemi di coordinamento e rischio di confusione per l'utenza.

Cosa succede? In Gazzetta Ufficiale giovedì sono stati pubblicati, dopo quasi due anni, i primi tre decreti di attuazione della riforma della revisione. Il primo set di provvedimenti attuativi riguarda la modalità di iscrizione e cancellazione dal registro, il contenuto informativo del registro e il tirocinio. Nel primo decreto, 144, è scritto che il registro è istituito presso il ministero dell'economia e delle finanze. Fino al 13 settembre, data di entrata in vigore del decreto, il registro resta istituito presso il ministero della giustizia. Il cambio, così come indicato dal decreto 144/2012, per i dottori commercialisti, non è sufficiente a determinare anche il passaggio di consegne della effettiva gestione del registro.

Tanto che Giorgio Sganga, presidente della società, registro revisori legali srl, che ha in gestione il registro valuta: «Dal 14 settembre secondo me non succede nulla. Cambia il titolare del registro (ministero della giustizia, ndr) per conto del quale i dottori commercialisti hanno gestito il registro. Ci dovranno spiegare una serie di cose, per noi il registro è ancora in vigore. Tutto quello che è stato previsto dal decreto 28, inerente la gestione del registro presso di noi, sarà abrogato solo con la pubblicazione di tutti i decreti di attuazione, in tutto una ventina.

Alla domanda dal 14 settembre dove si presenta il modulo per l'iscrizione Sganga non ha dubbi: «Noi continuiamo a gestire il registro, la normativa sul punto crea un buco non dicendo nulla a riguardo della vigenza del decreto 28».

Di avviso diametralmente opposto il ministero dell'economia. Secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, alla ragioneria si sta predisponendo l'ufficio presso l'Ispettorato generale di finanza (Igf) che si occuperà proprio del registro. A questo scopo, spiegano a ItaliaOggi, è stato modificato, nel 2011, il dpr 43/2008, articolo 8 comma 1 lett. n-bis con la seguente nuova competenza per l'Igf: svolgimento dei compiti attribuiti al Ministero dell'economia e delle finanze ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, in materia di revisione legale dei conti.

Per i tecnici del ministero, interpellati da ItaliaOggi, non c'era bisogno, nel decreto attuativo, di indicare chi materialmente tiene il registro perché l'indicazione, per loro, è pacifica e arriva dalla legge. Infine sono al lavoro per predisporre sulla pagina web del ministero tutto il percorso guidato di gestione delle domande di iscrizione al registro. Alla domanda dal 14 settembre dove si presenta il modulo per l'iscrizione arriva l'indicazione che sarà la ragioneria a riceverlo e il consiglio dovrebbe riferire di rivolgersi al ministero.

E all'orizzonte non è previsto nessun incontro o convocazione che non sia legata alla routine di esame dei decreti attuativi successivi, niente insomma che riguardi il registro, tanto che Sganga sul punto osserva: «Su questo tema è il Consiglio nazionale che ci rappresenta e decide il da farsi con il ministero».

Una situazione che rischia dunque di creare confusione tanto che Giorgio Sganga dichiara: «Come presidente della società che gestisce il registro, secondo il decreto 28, ho convocato il consiglio di amministrazione per giovedì prossimo, per esaminare gli adempimenti da osservare a seguito della pubblicazione dei decreti. Mi auguro», aggiunge Sganga, «che il presidente dei dottori commercialisti Claudio Siciliotti ci convochi nelle prossime ore onde poterci determinare come consiglio nazionale sull'interpretazione e su eventuali azioni da compiere in favore degli stakeholder».

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