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Accertamento: beni ai soci, i dati spingono al sintetico

del 30/08/2012
di: Andrea Bongi
Accertamento: beni ai soci, i dati spingono al sintetico
Beni ai soci, la prima comunicazione in versione extralarge avrà effetti solo per l'accertamento sintetico. Trattandosi di una vera e propria mappatura della situazione esistente al 17 settembre 2011, dal nuovo obbligo di comunicazione telematica non potranno infatti scattare le conseguenze antielusione previste dal DL 138/2011 che entrano in vigore solo a partire dal periodo d'imposta successivo. Dall'invio dei dati potranno derivare dunque solo rischi di accertamento sintetico per i soci ed i familiari utilizzatori dei beni o finanziatori della società.

In vista della scadenza dell'invio telematico fissato attualmente al 15 ottobre prossimo ecco dunque quali sono i principali risvolti da tenere in considerazione.

La comunicazione telematica è stata costruita prendendo spunto dalla disposizione contenuta nel comma 39-septiesdecies dell'articolo 2 del decreto legge n.138 del 2011 secondo la quale «l'Agenzia delle entrate procede a controllare sistematicamente la posizione delle persone fisiche che hanno utilizzato i beni concessi in godimento e ai fini della ricostruzione sintetica del reddito tiene conto, in particolare, di qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della società». È sulla base di tale disposizione che l'amministrazione finanziaria ha modellato la comunicazione telematica prevedendo che siano le stesse società concedenti e gli stessi soci o familiari utilizzatori ad inviare tali informazioni al fisco facilitando il compito all'Agenzia delle entrate che si troverà tali dati già archiviati nell'anagrafe tributaria.

Questa chiave di lettura consente di comprendere i motivi dell'ampliamento delle fattispecie oggetto di monitoraggio e segnalazione telematica operato dal provvedimento direttoriale del 16 novembre 2011 rispetto a quelle previste dalla norma antielusione contenuta nel dl 138/2011.

L'intento che ha mosso tale provvedimento è dunque chiaro: ottenere le maggiori informazioni possibili in ordine all'utilizzo dei beni d'impresa da parte dei soci o dei loro familiari avendo anche contezza del corrispettivo pattuito per tali utilizzi che costituirà l'elemento cardine sul quale fondare un accertamento sintetico del reddito degli utilizzatori stessi.

Considerazioni analoghe per quanto attiene all'inserimento in comunicazione dei dati relativi ai finanziamenti ed alle capitalizzazioni. Questa chiave di lettura consente di comprendere anche la ragione dell'obbligo solidale ed alternativo di comunicazione telematica posto dalla norma a carico della società concedente e al soggetto utilizzatore.

Scorrendo il tracciato record della comunicazione sono evidenti le finalità in chiave redditometro riconducibili a questo nuovo obbligo di invio massiccio di dati al fisco.

Si prenda ad esempio il quadro relativo ai dati identificati del socio utilizzatore. Qui il tracciato record inserisce anche i campi relativi ad un possibile socio non persona fisica – caso non espressamente escluso dalla disposizione normativa – precisando però come tale dato sia stato solo ipotizzato nella consapevolezza che tale informazione non rileverà ai fini dei controlli sistematici che verranno effettuati soltanto sulle persone fisiche, le uniche passibili di accertamento sintetico.

In relazione al bene utilizzato dal socio o dal familiare le informazioni rilevanti ai fini dell'accertamento sintetico sono invece più di una. In primo luogo la tipologia di bene che di fatto ricalca, almeno a grandi linee, le categorie di beni sensibili per il redditometro quali: auto, unità da diporto, aerei, beni immobili ecc.

Segue poi la richiesta di informazioni in ordine all'utilizzo in via esclusiva o non esclusiva del bene da parte del socio o familiare. Anche in questo caso si tratta di una informazione fiscalmente sensibile in chiave redditometrica essendo evidente la sterilizzazione dei coefficienti presuntivi di determinazione reddito in presenza di beni posseduti in condivisione con altri soggetti.

Infine il dato principale è sicuramente costituito dall'indicazione del corrispettivo relativo al bene concesso in godimento che è ovviamente un dato obbligatorio che deve essere espresso in relazione alla durata della concessione in godimento nell'arco del periodo d'imposta.

Una volta effettuato il primo invio dei dati relativi ai beni concessi in godimento ed ai finanziamenti ed alle capitalizzazioni il fisco avrà dunque una serie di informazioni relative al periodo d'imposta 2011 utilizzabili in chiave accertamento sintetico. Tenuto conto che per tale annualità si rende applicabile il redditometro di seconda generazione post dl 78/2010 sarà opportuno prestare particolare attenzione alla qualità e correttezza delle informazioni da inviare al fisco entro il 15 ottobre prossimo.

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