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Svizzera, il parlamento spinge per il patto fiscale

del 30/08/2012
di: Tancredi Cerne
Svizzera, il parlamento spinge per il patto fiscale
Regolarizzare gli averi detenuti in Svizzera da parte dei contribuenti italiani, definire un'imposizione alla fonte dei futuri redditi di capitali, rivedere la Convenzione per evitare le doppie imposizioni, cancellare la Svizzera dalle liste nere e stabilire il livello di imposizione dei lavoratori frontalieri. Il Parlamento elvetico ha approvato ieri tutti e cinque i punti caldi del dialogo in corso tra Roma e Berna messi nero su bianco il 9 maggio scorso in occasione della riapertura dei rapporti fiscali bilaterali tra i due Paesi. I membri del Consiglio Federale elvetico hanno adottato ieri il testo del mandato relativo alle negoziazioni con Roma approvando tutti i punti essenziali su cui dovrà basarsi la negoziazione. Gli obiettivi da perseguire, secondo i rappresentanti per popolo svizzero, sono la strategia del Consiglio federale per una piazza finanziaria concorrenziale e coerente dal profilo fiscale e il consolidamento delle relazioni economiche bilaterali con l'Italia all'indomani della sottoscrizione di simili accordi con altri importanti governi del Vecchio continente: Germania, Regno Unito, Austria e Grecia. La decisione del Consiglio è arrivata a seguito dell'approvazione del testo (il giorno prima) da parte della Commissioni esteri del Parlamento che a sua volta aveva ricevuto un forte impulso in occasione dei due recenti incontri (12 e 17 agosto) tra la presidente della Confederazione, Eveline Widmer-Schlumpf, e il presidente del Consiglio Mario Monti a Roma e a Silvaplana.

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