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Srl a capitale ridotto: permessi i soci under 35

del 30/08/2012
di: di Luciano De Angelis
Srl a capitale ridotto: permessi i soci under 35
Anche gli under 35 potranno essere soci di società a capitale ridotto e per questa via costituire società assimilabili a quelle semplificate senza ricorrere allo statuto standard.

In questo caso, tuttavia, non spetterà loro alcun risparmio né degli oneri notarili né delle imposte di bollo e dei diritti di segreteria.

Nel caso in cui invece, si voglia ricorrere allo società semplificata lo statuto standard non potrà essere oggetto di modifiche o integrazioni.

Questa la prima interpretazione data dal Consiglio nazionale del Notariato delle nuove tipologie societarie.

Srl a capitale ridotto aperta a tutti

Secondo l'ufficio studi del notariato, posizione richiamata da una circolare del presidente agli iscritti dello scorso 24 agosto, «le persone fisiche under 35 possono ricorrere, in alternativa alla srl ordinaria, sia alla srl semplificata con statuto standard, sia alle srl a capitale ridotto senza statuto standard con o senza over 35. Secondo l'art. 44 del dl n. 83 convertito con legge n. 134 del 7/8/2012 in G.U. n. 187 dell'11 agosto: «La società a responsabilità limitata a capitale ridotto può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione». Il notariato a riguardo ritiene che in relazione al comma 4-bis, della disposizione in commento che prevede particolari agevolazioni creditizie per i giovani under 35 che utilizzano la srl a capitale ridotto, la stessa possa essere adottata anche da questi ultimi che possono diventarne soci con o senza soci over 35.

Srl semplificata

Secondo il Notariato il comma 2 del regolamento di attuazione di cui al decreto 138/2012 (in G.U. del 14/8 in merito al modello atto costitutivo) che dispone che per quanto non regolato dallo statuto standard si applicano le norme generali in tema di srl, ove non derogate dalla volontà delle parti deve essere inteso nel senso che «le disposizioni che integrano la disciplina degli aspetti organizzativi della società in aggiunta a quelle contenute nello statuto standard, sono le norme codicistiche che regolano le fattispecie generali. Il modello standard non dà, infatti, scelte opzionali se non in ipotesi espressamente previste (per esempio, nella scelta tra amministratore unico e cda). Per tutto ciò che non è disciplinabile nell'atto costitutivo, quindi, stante la rigidità del modello standard, trova applicazione, in quanto compatibile la corrispondente disciplina codicistica della srl. Ne consegue, quindi, che il contenuto dell'atto costitutivo non può che essere quello predefinito nel modello tipizzato, con conseguente inefficacia di qualsiasi pattuizione ulteriore. Diversamente, riducendo il modulo standard ministeriale a un semplice zoccolo duro «minimale», si svuoterebbe del tutto di significato e di effetti concreti la scelta del legislatore di inquadrare in uno schema ben preciso e delimitato la srl «semplificata», nella quale all'eccezionale compressione dell'autonomia privata corrisponde l'abbattimento solo di alcuni dei costi di start up (è sempre dovuta, per esempio, l'imposta di registro)».

La non modificabilità o integrabilità del modello standard è peraltro ribadita dal notariato nazionale in un comunicato stampa di ieri in cui si ricorda, peraltro, che per l'atto costitutivo della srls sono in ogni caso dovute le imposte di registro (168 euro), i diritti camerali di prima iscrizione (in media 200 euro) e annuali, i tributi per l'apertura della partita Iva e le altre imposte e tasse normalmente dovute (per esempio, quelle di Cc.Gg dovuta per la messa in usoe prima vidimazione dei libri obbligatori).

Riflessioni sul tema

In merito alle srl a capitale ridotto la condivisibile interpretazione del notariato appare più fondata sulla ratio della norma che sulla letteralità di una disposizione normativa invero contradditoria.

Se la tesi del notariato verrà a consolidarsi, peraltro, si potrebbe aprire la strada anche alle trasformazioni (indolori) fra srl semplificate e srl a capitale ridotto quando uno o più soci della prima società supereranno il fatidico 35° anno di età. Ben più difficile da condividere appare, invece, la «rigida« posizione sulle srl semplificate. Se lo sfavore del notariato nei confronti della srl semplificata potrebbe essere compreso, le motivazioni della circolare appaiono davvero alquanto deboli.

Il regolamento ministeriale, infatti, con l'espressa previsione secondo cui per quanto non regolato dal modello standard si applicano le norme in tema di srl «ove non derogate dalla volontà delle parti» si esprime in modo sufficientemente chiaro, per consentire integrazioni allo statuto standard.

Sono peraltro scomparse dalla legge le disposizioni che in una prima bozza di emendamento prevedevano la nullità di ogni clausola modificativo o integrativa che si prevedeva venisse sostituita di diritto dalla corrispondente previsione del modulo.

Se la tesi del Notariato fosse corretta, peraltro. si metterebbero i giovani di fronte a un prezzo davvero caro per l'esiguo risparmio (700-800 euro circa) che essi conseguirebbero nel fondare una srl semplificata. Essi costituirebbero una società in cui:

1) ciascun socio può uscire quando vuole (il recesso a fronte della durata illimitata della società sarebbe libero);

2) ciascun socio può vendere a chi vuole (non esistono clausole di prelazione);

3) non sarebbe ammessa l'amministrazione disgiuntiva (nel caso di più amministratori il cda sarebbe d'obbligo).

Insomma, più un disincentivo che un incentivo a costituire società, che nella forma semplificata risulterebbe per molti aspetti più complessa della ordinaria.

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