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Codice della strada: passi carrabili, deroghe limitate

del 30/08/2012
di: di Enrico Santi
Codice della strada: passi carrabili, deroghe limitate
Per i passi carrabili i Comuni possono stabilire distanze inferiori ai dodici metri dalle intersezioni solo per gli accessi già esistenti prima del 1993. E non per tutti gli accessi vige l'obbligo di posizionare il segnale con il divieto di sosta. Lo ha precisato il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con un parere del 20 marzo 2012, da poco reso noto. Il nuovo codice della strada e il regolamento di esecuzione e attuazione, entrati in vigore il 1° gennaio 1993, hanno previsto per la realizzazione e l'apertura dei passi carrabili regole differenti rispetto a quelle contenute nel vecchio testo unico sulla circolazione stradale del 1959. L'art. 46, comma 2, del regolamento stabilisce per la realizzazione dei passi carrabili una distanza di almeno dodici metri dalle intersezioni. Però, il successivo comma 6 prevede che i Comuni hanno la facoltà di autorizzare distanze inferiori per i passi carrabili già esistenti prima del 1993, qualora sia tecnicamente impossibile procedere all'adeguamento imposto dall'art. 22, comma 2, del codice della strada. Al riguardo, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con il parere del 20 marzo 2012, fa alcune importanti precisazioni. La prescrizione relativa alla distanza dall'intersezione ha carattere generale, senza specifiche relative al tipo di strada, alla densità di traffico e alla geometria del passo carrabile. La distanza deve essere calcolata a partire dall'area di intersezione fino al margine più vicino del manufatto che costituisce il passo carrabile e non dalla mezzeria o da latri punti del manufatto stesso. Fra i passi carrabili preesistenti rientrano anche le aperture con regolare autorizzazione edilizia; ma non tutti gli accessi sono anche passi carrabili. Secondo il Ministero, infatti, sono da considerare passi carrabili quelli definiti dall'art. 44, comma 4, del decreto legislativo n. 507 del 15 novembre 1993, cioè i manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra od altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l'accesso dei veicoli alla proprietà privata. Invece, vanno annoverati fra gli accessi carrabili i varchi che, pur assolvendo alla stessa funzione dei passi carrabili, sono posti al livello della strada e sono realizzati senza un'opera visibile che renda concreta l'occupazione e certa la superficie sottratta all'uso pubblico. E solo per i passi carrabili vige l'obbligo di apporre il segnale con il divieto di sosta. Altro chiarimento infine con riferimento specifico ai passi carrabili realizzati dopo il 1° gennaio 1993; infatti, il Ministero evidenzia che la distanza dalle intersezioni non è derogabile con regolamento comunale, fatti salvi i casi previsti dall'art. 22, comma 9 del codice della strada, in sostanza nel caso di modifiche stradali intervenute per costruzione di opere di pubblica utilità e realizzazione di nuove intersezioni.

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