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Bacchettati i comuni con troppi box porta Autovelox

del 30/08/2012
di: Stefano Manzelli
Bacchettati i comuni con troppi box porta Autovelox
Negli armadietti posizionati a bordo delle strade possono essere posizionati solo misuratori di velocità omologati e compatibili con i manufatti di contenimento. Ma senza il decreto del prefetto serve sempre la presenza della pattuglia per accendere l'autovelox e fermare i trasgressori che sfrecciano davanti ai vigili. Lo ha chiarito la prefettura di Bergamo con la circolare prot. 733 del 26 aprile 2012, solo ora resa nota. La questione dei box porta autovelox sta diventando molto comune nei tratti stradali urbani. I sindaci hanno infatti preso alla lettera le ultime modifiche del codice stradale e disseminato le loro strade di armadietti che effettivamente inducono i conducenti a moderare la velocità almeno in prossimità dei misuratori. L'uso effettivo dell'autovelox però nella generalità dei casi deve avvenire con la presenza costante della pattuglia che a parere dell'ufficio territoriale del governo di Bergamo deve essere composta da almeno due operatori di polizia stradale “che devono procedere alla contestazione immediata delle violazioni”. A dire il vero questo obbligo di fatto risulta ampiamente superato dalla previsione normativa che ammette tra le cause della mancata contestazione l'impiego di strumenti di controllo in grado di immortalare il trasgressore troppo tardi, a veicolo già transitato. E anche la cassazione si è decisamente allineata a questa indicazione lasciando intendere che la contestazione immediata delle infrazioni per eccesso di velocità ormai appartiene al passato. La prefettura evidenzia anche che all'interno di questi manufatti devono “essere collocati esclusivamente misuratori di velocità omologati e compatibili, sulla base delle caratteristiche tecniche descritte nel manuale d'uso, con il particolare tipo di box di contenimento”.

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