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Sistri: rebus normativo, alla fine contributo sospeso

del 28/08/2012
di: La Redazione
Sistri: rebus normativo, alla fine contributo sospeso
Il decreto con le semplificazioni alle procedure Sistri (25 maggio 2012, n. 141, Gazzetta Ufficiale 196 del 23 agosto 2012) stabilisce che «per l'anno 2012 il pagamento del contributo deve essere effettuato entro il 30 novembre» (si veda ItaliaOggi del 25/8/2012). Ma nel leggere il decreto (firmato dal ministro dell'ambiente a maggio) bisogna tener conto di quanto del dl 83/2012, convertito nella legge 134/2012, che dispone la sospensione del termine di operatività del Sistri e dei conseguenti adempimenti per le imprese. L'art. 52, comma 1 della legge n. 134 prevede, infatti, che il termine di entrata in operatività del Sistri è sospeso (...) non oltre il 30 giugno 2013, unitamente a ogni adempimento informatico relativo. Il successivo comma 2 dispone, che «con decreto del ministro dell'ambiente è fissato il nuovo termine per l'entrata in operatività del Sistri e, sino a tale termine (...) è altresì sospeso il pagamento dei contributi dovuti dagli utenti per l'anno 2012».

In base al dl, la sospensione del Sistri va a braccetto con la sospensione del pagamento del contributo.

Ma perché il decreto ministeriale del 25 maggio 2011 introduce inutilmente il termine del 30 novembre? La ragione è in un comunicato stampa del 20 aprile del ministero dell'ambiente che annuncia che lo stesso «sta procedendo a una revisione del sistema Sistri in modo da semplificare e rendere più efficienti le procedure» e «nell'ambito di questo lavoro (…) è stato concordato un differimento al 30 novembre 2012 del termine per il pagamento dei contributi per l'anno in corso, che scadeva il 30 aprile prossimo».

Il termine del 30 novembre è stato, quindi, inserito nel dm del 25 maggio. Per effetto però dell'art. 52, comma 2 della legge n. 134, l'entrata in operatività del Sistri sarà affidata a un nuovo decreto ministeriale, che rimuoverà anche la sospensione del pagamento del contributo. A meno che non intervenga in materia una nuova legge che possa superare quanto disposto dall'art. 52, comma 2 citato.

Giorgio Ambrosoli

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