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P.a., trasparenza contributi solo a cose fatte

del 25/08/2012
di: di Luigi Oliveri
P.a., trasparenza contributi solo a cose fatte
Le pubbliche amministrazioni che erogano somme superiori a 1.000 euro a titolo di contratti o contributi di qualunque tipo, devono far precedere queste erogazioni dalla pubblicazione sul proprio sito internet di una serie di informazioni tra le quali il nome del beneficiario e i suoi dati fiscali; la norma o il titolo a base dell'attribuzione; l'ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo. Se non vengono rispettate queste regole, le erogazioni sono illegittime e ne va di mezzo, a titolo di responsabilità patrimoniale, il funzionario che non le ha fatte rispettare. Le nuove regole previste dal decreto sviluppo scatteranno dal 1° gennaio 2013. Ma le amministrazioni ancora non sanno se la pubblicazione va effettuata prima ancora di formare il provvedimento amministrativo alla base dell'erogazione del contributo o subito dopo.

A partire dal 1° gennaio 2013, la norma sulla cosiddetta «amministrazione aperta» introdotta dal dl 83/2012, convertito in legge 134/2012 introduce un nuovo adempimento burocratico (nonostante sia qualificata come norma di semplificazione) di fondamentale importanza per la legittimità dei procedimenti amministrativi. Il primo periodo del comma 5 dell'articolo 18 del «decreto sviluppo» stabilisce infatti che «a decorrere dal 1° gennaio 2013, per le concessioni di vantaggi economici successivi all'entrata in vigore del presente decreto-legge, la pubblicazione ai sensi del presente articolo costituisce condizione legale di efficacia del titolo legittimante delle concessioni e attribuzioni di importo complessivo superiore a 1.000 euro nel corso dell'anno solare previste dal comma 1, e la sua eventuale omissione o incompletezza è rilevata d'ufficio dagli organi dirigenziali e di controllo, sotto la propria diretta responsabilità amministrativa, patrimoniale e contabile per l'indebita concessione o attribuzione del beneficio economico».

Quanto stabilisce la norma apparentemente è chiaro. Ma si pone, invece, il problema di stabilire quando, in realtà, la pubblicazione vada effettuata, se cioè prima ancora di formare il provvedimento amministrativo alla base della stipulazione del contratto o dell'erogazione del contributo o dopo.

Non è una questione di poco conto, perché i dati da inserire nel portale delle amministrazioni, ai sensi del comma 2 dell'articolo 18 sono parecchi: a) il nome dell'impresa o altro soggetto beneficiario e i suoi dati fiscali; b) l'importo; c) la norma o il titolo a base dell'attribuzione; d) l'ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e) la modalità seguita per l'individuazione del beneficiario; f) il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato, nonché al contratto e capitolato della prestazione, fornitura o servizio.

Molti degli elementi richiesti sono ricavabili dal provvedimento a contrattare o finalizzato alla concessione del contributo, ma ovviamente il contratto sarà disponibile solo una volta conclusa la fase di individuazione del contraente.

Letteralmente, la disposizione prevede che la pubblicazione prevista sia condizione legale di efficacia del titolo legittimante. Si deve intendere per titolo legittimante appunto il contratto o l'atto di regolazione del contributo concesso.

Pare necessario, allora, concludere che l'amministrazione possa legittimamente andare avanti con la procedura di gara o di selezione del destinatario del contributo senza pubblicare alcun dato fino alla stipulazione del contratto o dell'atto convenzionale che legittima l'erogazione (si ricorda che i provvedimenti a contrattare o che acconsentano all'erogazione costituiscono meri atti interni e non sono titoli validi per far suscitare il rapporto obbligatorio col destinatario).

L'adempimento della pubblicazione, dunque, appare potersi e doversi effettuare subito dopo la stipulazione del contratto o la formazione di altro titolo per l'erogazione (convenzione che disciplini l'erogazione di contributi, ad esempio). Solo una volta formatosi il «titolo», infatti, la sua efficacia può risultare «condizionata».

Poiché la pubblicazione prevista dall'articolo 18 del decreto sviluppo è una condizione di efficacia, il dirigente o il responsabile del procedimento materialmente non potrà, nel caso di contratti ad esempio, ordinare l'avvio della prestazione, se non si sia provveduto alla pubblicazione.

Si comprende, dunque, che l'onere burocratico ricadrà prevalentemente, a seconda di come sono organizzati gli enti, o sugli uffici che gestiscono in modo accentrato l'attività contrattuale; oppure su ciascun responsabile del procedimento, se la scelta organizzativa è quella di decentrare la gestione.

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