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Governo: le lobby usciranno alla luce del sole

del 25/08/2012
di: di Francesco Cerisano
Governo: le lobby usciranno alla luce del sole
Il governo l'ha promesso: disciplinerà l'attività di lobbying. Dopo i tentativi estemporanei da parte di camera e senato di regolamentare la presenza e l'interlocuzione dei portatori di interessi presso le istituzioni (si veda ItaliaOggi del 15/8/2012), nell'agenda per la crescita discussa ieri dal consiglio dei ministri, compare per la prima volta l'impegno preciso dell'esecutivo a regolamentare un fenomeno che in Italia a volte viene visto con sospetto ma all'estero (negli Stati Uniti, ma anche all'interno degli organismi comunitari) gode di grande considerazione. E dopo le province anche le regioni saranno oggetto di attenzione da parte del governo Monti, intenzionato a razionalizzarne le competenze legislative anche per ridurre il contenzioso tra stato e governatori che ormai ha quasi monopolizzato l'attività della Corte costituzionale.

P.a. e giustizia. L'esecutivo punterà molto sulla pubblica amministrazione, che dovrà diventare sempre più efficiente e vicina ai cittadini, e sulla giustizia. L'azione riformatrice di Monti per la p.a. si muoverà lungo tre direttrici fondamentali: lotta alla corruzione, valutazione delle performance e attuazione e monitoraggio delle semplificazioni già introdotte per cittadini e imprese. Il disegno di legge anticorruzione dovrà essere definitivamente approvato, mentre la spending review dovrà passare alla fase due razionalizzando le articolazioni periferiche dello stato (prefetture e Utg) che dovranno riorganizzarsi secondo i territori delle nuove province. Inoltre, tornerà la valutazione delle performance di brunettiana memoria per gestire al meglio le risorse umane e premiare il merito. Per quanto riguarda la giustizia, invece, si prevedono forme di reclutamento straordinario per la Cassazione e le Corti d'appello in modo da smaltire l'arretrato di cause civili soprattutto al Sud. L'esecutivo, inoltre, si impegna a approvare il ddl correttivo della legge n.3/2012 in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento dei consumatori e dei piccoli imprenditori non esposti a fallimento.

Fisco. Revisione delle agevolazioni fiscali-contributive e razionalizzazione dei trasferimenti alle imprese a cui sta lavorando il sottosegretario all'economia Vieri Ceriani. Il governo si impegna ad andare avanti nel contrasto all'evasione e all'elusione fiscale e a realizzare la riforma del catasto. Spunta anche la riforma dell'Isee per modificare i criteri di selezione dei soggetti da ammettere alle prestazioni sociali e condizioni agevolate. Il governo promette inoltre detrazioni fiscali per le famiglie, il rifinanziamento della carta acquisti anche per il 2013 e maggior sostegno all'imprenditoria giovanile. Confermata anche l'intenzione di procedere all'avvio del piano di dismissioni degli immobili pubblici che dovrebbe far incassare 15-20 miliardi.

Servizi pubblici locali. Dopo la bocciatura da parte della Consulta delle norme sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, il governo annuncia che ridefinirà “un quadro normativo coerente e integralmente attuativo del diritto comunitario”

Lavoro. Dopo aver ribadito la bontà della riforma Fornero (che ha creato «le condizioni per realizzare in Italia un mercato del lavoro inclusivo e dinamico che favorisce la tutela del lavoratore nel mercato piuttosto che il singolo posto di lavoro») nello stilare l'agenda per i prossimi mesi il governo punta a monitorare gli effetti della legge, rafforzando i servizi per l'impiego, la formazione, promuovendo la stabilizzazione dei contratti a termine o di apprendistato e incentivando l'imprenditoria femminile e giovanile. Nessun cenno, per ora, alla riduzione del cuneo fiscale per le imprese che valorizzino il capitale umano, proposta alla vigilia del cdm dal ministro Fornero e che aveva sollevato più di un dubbio di copertura finanziaria.

Scuola. La scuola che il governo Monti ha in mente dovrà essere più digitale (attraverso la dematerializzazione delle procedure amministrative) e più giovane. L'età media dei professori, oggi di 50 anni, dovrà abbassarsi.

Sanità. Qui la vera novità è l'impegno del governo a ripartire il Fondo sanitario nazionale per il 2013 sulla base dei costi standard previsti dal federalismo fiscale che dunque non verranno messi in soffitta, ma costituiranno il benchmark per la distribuzione delle risorse alle regioni.

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