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Anagrafe via pec, in tribunale per le false dichiarazioni

del 24/08/2012
di: Stefano Manzelli
Anagrafe via pec, in tribunale per le false dichiarazioni
Dal 9 maggio scorso è più facile effettuare una pratica anagrafica anche per via telematica con pec e firma digitale. Ma è anche possibile finire in tribunale per false dichiarazioni se l'interessato dichiara situazioni dolosamente artificiali per eludere i controlli del comune in materia di iscrizioni anagrafiche. Lo ha ribadito la polizia municipale di Torino con la circolare n. 83 del 12 luglio 2012. La sbandierata semplificazione in materia di iscrizione anagrafica interferisce anche con i compiti della polizia municipale, da sempre tradizionalmente dedicata ad approfondire la conoscenza dei nuovi residenti con sopralluoghi dedicati al reperimento sul campo delle informazioni necessarie. Con il dl 5/2012, convertito nella legge 35/2012, a decorrere dal 9 maggio si sono però invertiti i termini dell'intervento dei vigili. Non più sopralluoghi preventivi per verificare la reale compatibilità della richiesta con lo stato dei fatti ma successivi. L'ufficiale d'anagrafe ha infatti a disposizione 45 giorni per procedere alle verifiche del caso da effettuarsi, d'ora in poi, successivamente alla registrazione anagrafica. In buona sostanza mentre prima l'anagrafe attendeva il resoconto degli informatori per procedere con la registrazione anagrafica dal 9 maggio la procedura è stata invertita. Per meglio dettagliare le incombenze della polizia locale il comando torinese ha quindi diramato una circolare ad hoc. I cittadini possono inoltrare la richiesta anche a mezzo fax o per via telematica mediante l'utilizzo della posta elettronica certificata e della firma digitale. L'ufficiale d'anagrafe entro due giorni lavorativi registra le dichiarazioni e richiede alla polizia municipale gli opportuni accertamenti. All'esito di queste verifiche potranno però nascere delle brutte sorprese per i furbi. Specifica infatti la nota torinese che in caso di dichiarazioni mendaci scatterà la denuncia dell'interessato alla procura della repubblica per i reati previsti dall'art. 76 del dpr 445/2000 ovvero falsa attestazione a pubblico ufficiale ex art. 495 cp. Attenzione a farsi trovare in casa dai vigili per evitare il rigetto delle richieste. Spiega infatti la circolare che dopo tre passaggi negativi della polizia urbana la pratica sarà rigettata. Ma prima sarà inviato all'interessato un preavviso di rigetto.

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