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Pericolo autocertificazioni fasulle

del 24/08/2012
di: di Debora Alberici
Pericolo autocertificazioni fasulle
Rischia di finire in carcere chi autocertifica un reddito più basso. Il reato è falsità ideologica punibile con il carcere fino a due anni. Lo ha stabilito la Cassazione con sentenza 33218 del 23 agosto. La V sez. penale ha respinto il ricorso di una donna che aveva dichiarato di avere redditi zero in una dichiarazione sostitutiva di certificazione. Per questo erano scattate le accuse per falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Lei si era difesa sostenendo che l'autocertificazione non è un atto pubblico. Ma Tribunale e Corte d'appello l'avevano condannata. La tesi non ha fatto breccia neppure in Cassazione. La quinta sezione penale ha infatti reso definitiva la condanna spiegando che l'art. 483 cp ha natura di norma in bianco e, quindi, richiede, per la definizione del suo contenuto precettivo, il collegamento con una diversa norma, eventualmente di carattere extrapenale, che conferisca attitudine probatoria all'atto in cui confluisce la dichiarazione non veritiera, così dando luogo all'obbligo per il dichiarante di attenersi alla verità. Insomma, l'autocertificazione, prevista dal dpr 28 dicembre 2000, n. 445 svolge, proprio «la funzione di norma integratrice del precetto penale attribuendo efficacia probatoria ai fini amministrativi alla dichiarazione del privato di provare i fatti attestati, evitando l'onere di provarli con la produzione nella specie, della dichiarazione dei redditi e così collegando l'efficacia probatoria dell'atto ai dovere dell'istante di dichiarare il vero. Nulla da fare neppure sull'altro grimaldello usato dalla difesa per far annullare la doppia condanna di merito e cioè la buona fede della signora. Infatti secondo i Supremi giudici la donna non poteva non conoscere che il suo reddito non era pari a zero. Quindi non era neppure necessario che l'accusa provasse il dolo dell'imputata connaturato all'operazione stessa. Infatti nel delitto di falso il dolo viene escluso tutte le volte in cui tale falsità risulti essere semplicemente dovuta a una leggerezza o negligenza, dal momento che il nostro codice penale non prevede la figura del falso documentale colposo.

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