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Bollo, l'intestatario apparente non sempre paga

del 23/08/2012
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Bollo, l'intestatario apparente non sempre paga
L'iscrizione di un autoveicolo al Pra (Pubblico registro automobilistico) non sempre obbliga l'intestatario al pagamento della tassa di circolazione; infatti in caso di furto di auto o di perdita di possesso documentata, il giudice tributario può annullare la richiesta di pagamento a questo intestatario (solo apparente) del veicolo; e questo, perché la richiesta «è correlata ad un presupposto insussistente». Sono le conclusioni della sezione 24 della Commissione regionale di Milano che si leggono nella sentenza n.81/24/12, depositata in segreteria il 17 aprile scorso. Infatti, il Collegio regionale lombardo precisa che, seppure la legge stabilisce che la tassa deve essere corrisposta dall'intestatario risultante al Pubblico registro automobilistico, deve comunque rilevarsi che, il regime di pubblicità degli autoveicoli è solo stabilito, dalla stessa norma, per risolvere eventuali conflitti attinenti la proprietà del mezzo, allo scopo, quindi, di risolvere il conflitto tra più acquirenti da un medesimo dante causa; mentre, l'iscrizione al registro, afferma la stessa Commissione d'appello, «ha solo valore di presunzione legale in tutti gli altri casi». Quindi, il giudice regionale ha affermato che, il richiesto pagamento non deve essere annullato per «equità» come stabilito dai primi giudici, bensì per «giurisprudenza consolidata» delle «Corti superiori» (come esplicato nel prosieguo).Il bollo su auto e moto, infatti, è dovuto periodicamente, di anno in anno, sulla base del possesso del veicolo e indipendentemente dall'utilizzo del medesimo su strade pubbliche. Il possesso è presunto in base a quanto risulta dal Pubblico registro automobilistico per tutti i veicoli soggetti alla iscrizione in tale registro; tuttavia, osserva il Collegio regionale, con la sentenza n. 8176 del 1997, la Corte suprema di cassazione ha rilevato che anche la Corte Costituzionale, nel dichiarare l'infondatezza della questione di legittimità costituzionale della norma innanzi indicata per contrasto con l'articolo 53 della Costituzione, nella parte in cui obbliga al pagamento della tassa automobilistica coloro che al pubblico registro automobilistico risultino intestatari del veicolo, riferendosi al principio predetto, ha affermato: a) che l'annotazione nel detto registro ha finalità fiscale, ed è diretta ad agevolare l'amministrazione nella individuazione dell'obbligato al pagamento della tassa; b) che tale pubblicità pone una presunzione relativa di appartenenza del veicolo a colui che ne risulti titolare; di conseguenza se l'ingiunzione fiscale viene emessa per conseguire il pagamento della tassa relativamente a un arco temporale successivo a quello nel quale l'intimato ha perso il possesso del veicolo, la pretesa fiscale è infondata perché correlata a un presupposto insussistente, e a nulla rileva la permanenza dell'iscrizione nel pubblico registro, il cui valore presuntivo è escluso dalla prova contraria dell'avvenuta perdita del possesso in seguito al furto.

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