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Sequestro beni motivando sul periculum

del 23/08/2012
di: Debora Alberici
Sequestro beni motivando sul periculum
Il sequestro sui beni di chi ha indebitamente percepito un finanziamento comunitario può essere annullato se il giudice non motiva circa il pericolo della detenzione, da parte del trasgressore, del bene stesso.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 32956 del 22 agosto 2012.

In particolare la sesta sezione penale ha annullato il sequestro sui terreni di un pregiudicato per reati di mafia che aveva ottenuto, dichiarando di essere incensurato, un finanziamento comunitario.

Insomma, dicono i Supremi giudici, a meno che la pericolosità non sia insita nel bene, la misura cade se il Tribunale del riesame non ha adeguatamente motivato sulle ragioni che sono alla base della sottrazione del bene.

In questo caso, infatti, i giudici di merito avrebbero dovuto valutare ulteriori elementi: non sembra dubbio, si legge in fondo alla sentenza destinata alla massimazione ufficiale, che i contributi siano stati ricevuti a fronte di una effettiva attività di coltivazione e la difesa riferisce di aver fornito documentazione, non valutata nell'ordinanza, da cui emergerebbe che, con la cessione di disponibilità del fondo, sono stati concessi regolarmente i contributi in favore del figlio; questo escluderebbe ogni possibilità di commissione di nuove e analoghe condotte. Non solo, le condizioni dl fatto non escludono la possibilità di errore che, ancorché non esoneri da responsabilità per il reato, è condizione da valutare al fine di affermare la concreta probabilità che l'imputato, dopo che gli è stata rappresentata la irregolarità del suo accesso ai contributi, intenda nuovamente chiederne.

Il caso non si chiude definitivamente con la decisione depositata ieri dalla Suprema corte. Ora gli atti sono stati rinviati al Tribunale del riesame di Reggio Calabria che dovrà stabilire se annullare definitivamente la misura o se ripristinarla a seconda del pericolo di reiterazione del reato.

La soluzione adottata dal Collegio di legittimità non mette tutti d'accordo all'interno del Palazzaccio. Infatti la Procura generale della Suprema corte, nell'udienza svoltasi lo scorso 17 luglio, ha chiesto il rigetto del ricorso del proprietario del terreno.

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