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Lotta all'evasione: grande fratello in stand by

del 22/08/2012
di: di Cristina Bartelli
Lotta all'evasione: grande fratello in stand by
Le comunicazioni dei dati dei conti correnti all'Agenzia delle entrate restano al palo. Per l'agenzia guidata da Attilio Befera i primi invii da parte delle banche, sui movimenti finanziari dei contribuenti, al cervellone dell'Agenzia delle entrate sarebbero dovuti essere calendarizzati per il 31 ottobre. Ma poi il garante della privacy ha posto, con il suo parere, una serie di paletti che di fatto hanno congelato la procedura. E non sembra che per il momento si possa tirare fuori dal freezer il meccanismo. L'Agenzia è, infatti, appesa a un report di Sogei, il braccio informatico dell'Agenzia delle entrate che dovrà mettere a punto un'autostrada telematica riservata e a prova di Anonymous (i temuti pirati informatici che entrano in qualunque sito governativo e non). La misura dunque, evocata anche da Mario Monti, come uno dei fiori all'occhiello nella lotta all'evasione, è ancora lontana dal poter mettere in moto i suoi effetti, rimanendo di fatto sulla carta. Intanto la manutenzione prevista per il quadro Rw (si veda ItaliaOggi del 17/8/2012), il quadro della dichiarazione dei redditi, finestra fiscale delle ricchezze degli italiani all'estero, si allarga anche alle comunicazioni che gli intermediari sono obbligati a inviare all'archivio dei rapporti, la sezione dell'anagrafe tributaria dedicata alle informazioni a contenuto finanziario. La manutenzione è legata al progetto di semplificazione degli adempimenti tributari annunciato da Attilio Befera, numero uno dell'Agenzia e la cui presentazione è prevista, alle imprese e ai professionisti, per il 30 settembre. I tecnici stanno predisponendo, secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, delle schede di analisi su quelle comunicazioni che creano delle duplicazioni con i dati presenti in anagrafe.

Intanto però il grande fratello fiscale resta in stand by. Il provvedimento di attuazione della manovra Monti (articolo 11 comma 2 del dl 201/2011) era stato inviato dall'Agenzia delle entrate al garante privacy. L'ottimismo iniziale sul fatto che si trattasse di un mero adempimento burocratico si è trasformato in sorpresa quando il 18 aprile (si veda ItaliaOggi del 19 aprile 2012) l'allora garante privacy Francesco Pizzetti ha sollevato una serie di rilievi puntuali che di fatto hanno rinviato, e al momento sine die, l'entrata a regime dello strumento. Per il garante una delle obiezioni principali è stata mossa con riferimento alla scelta della strada informatica su cui far viaggiare la concentrazione di informazioni che ad oggi risulta elevata. Per l'Agenzia delle entrate il canale individuato è il tradizionale Entratel, ma per il garante quella scelta metterebbe a rischio la sicurezza del dato informatico anche per la scelta della filiera di trattamento del dato e cioè dall'estrazione dai sistemi informativi alla loro organizzazione per la trasmissione all'anagrafe tributaria. Sempre il garante pone dunque una serie di paletti per garantire la sicurezza informatica del dato che, comunque, non dovrà transitare da Entratel ma dovrà avere una propria corsia indipendente. Della faccenda è stata investita Sogei, la società informatica dell'Agenzia delle entrate. Ma la pratica è ancora non chiusa e in amministrazione finanziaria per muoversi devono attendere le indicazioni informatiche che arriveranno dalla Sogei. Entratel è, dunque, sul banco degli imputati perché secondo la disamina che fa il Garante non riuscirebbe a sostenere l'impatto del peso dei dati che saranno comunicati: «La scelta di utilizzare un unico canale», si legge nel parere, «per la ricezione da parte dell'Agenzia delle entrate di un'ampia e diversificata gamma di comunicazioni se, da un lato, può rendere più semplice l'assolvimento degli adempimenti da parte dei destinatari, dall'altro non consente di modulare le cautele di volta in volta necessarie rispetto alla specifica tipologia di dati che formano oggetto di ciascuna categoria di comunicazione».

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