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Concorrenza: Quando il km 0 fa male ai mercati

del 21/08/2012
di: di Marilisa Bombi
Concorrenza: Quando il km 0 fa male ai mercati
Le norme regionali che si pongono l'obiettivo di promuovere i prodotti realizzati in ambito locale producono, quantomeno indirettamente o in potenza, gli effetti restrittivi sulla libera circolazione delle merci, con ciò violando il diritto comunitario. In pratica, se sono leciti i mercati del contadino per la vendita dei prodotti agricoli a chilometri zero, così non è per la legge regionale che vorrebbe assegnare il bollino di qualità ai ristoratori che utilizzano i prodotti regionali. Insomma, al legislatore regionale è inibito di perseguire per vincolo dell'ordinamento comunitario la politica di promozione dei prodotti realizzati nel proprio ambito, garantendone l'origine. Per questo motivo il governo, nella riunione del 27 luglio ha deciso di impugnare la legge della Calabria 11 giugno 2012 n. 22, perché la finalità della legge è quella di promuovere i prodotti calabresi e non tutti i prodotti a chilometri zero, i quali potrebbero anche non essere calabresi. Infatti, ciò che dovrebbe caratterizzare i prodotti a chilometro zero è la limitata distanza tra il luogo di produzione e il luogo di consumo, che comporta minore percorrenza di chilometri per il trasporto delle merci e, dunque, minore impatto ambientale, circostanze queste che potrebbero realizzarsi anche per prodotti provenienti da regioni limitrofe. Le norme regionali volte a favorire la commercializzazione dei prodotti regionali, quindi, sono suscettibili di ostacolare gli scambi intracomunitari. Ciò in quanto falsano la concorrenza, inducendo a privilegiare alcuni prodotti solo in base alla loro provenienza territoriale. Del resto, osserva anche il governo, con la recentissima sentenza n. 191/2012, la Corte costituzionale, ha affermato l'illegittimità costituzionale del «made in Lazio» affermando che «le disposizioni degli articoli da 34 a 36 del Tfue vietano agli stati membri di porre in essere restrizioni quantitative, all'importazione ed alla esportazione, «e qualsiasi misura di effetto equivalente».

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