Consulenza o Preventivo Gratuito

Contributi, anche l'artigiano di fatto finisce all'Inps

del 18/08/2012
di: di Daniele Cirioli
Contributi, anche l'artigiano di fatto finisce all'Inps
L'artigiano di fatto (non iscritto all'albo) paga i contributi Inps. L'iscrizione all'albo, in altre parole, non ha più un valore costituito dell'obbligazione previdenziale. A ribadirlo è l'Inail, dopo l'Inps (circolare n. 80/2012), nella circolare n. 38/2012. L'istituto assicuratore, che da anni segue tale principio ora divenuto norma di legge (dl n. 70/2011 convertito dalla legge n. 106/2011), spiega agli ispettori come eseguire accertamenti e verifiche a partire dal 13 luglio 2011. Non è più rilevante la mancata iscrizione o una diversa decorrenza della stessa iscrizione all'albo ai fini dell'obbligazione contributiva; ciò che conta è l'effettivo svolgimento dell'attività: se c'è o c'è stato lo svolgimento di questo tipo di attività (cioè artigiana) l'interessato deve versare i contributi per tutto il periodo in cui l'ha svolta, a nulla rilevando neppure l'eventuale carenza dei requisiti tecnico-professionali.

Decreto sviluppo del 2011. La novità, come accennato, arriva dal cosiddetto decreto sviluppo del 2011 (dl n. 70/2011), il quale è intervenuto in materia di iscrizione all'albo provinciale delle imprese artigiane, ribadendo che l'assoggettamento all'obbligazione contributiva previdenziale (presso Inps) del lavoratore artigiano è connesso con l'effettivo svolgimento della specifica attività. Queste modifiche, precisa l'Inail, si riferiscono all'obbligo di iscrizione alla gestione previdenziale artigiani dell'Inps (che ha dettato le proprie istruzioni nella circolare n. 80/2012, si veda ItaliaOggi del 9 giugno); tuttavia, richiamano pure la responsabilità delle sedi dell'Inail in relazione agli accertamenti e alle verifiche ispettive condotte a partire dal 13 luglio 2011. Del resto, l'istituto assicuratore è da tempo che segue questo principio (si veda tabella) ai fini assicurativi per gli infortuni sul lavoro.

Istruzioni operative. Agli effetti pratici, spiega la circolare, ne discende che il personale dell'Inail che rilevi la natura artigiana di un'impresa a seguito di accertamenti o verifiche ispettive, deve comunicare all'ufficio del registro delle imprese gli elementi utili per l'iscrizione d'ufficio del soggetto all'albo provinciale delle imprese artigiane. Ciò peraltro, aggiunge l'Inail, traduce, sul piano normativo, la prassi cui l'istituto assicuratore già si attiene, allo stato, in tema di inquadramento nella gestione tariffaria «Artigianato» e obbligo assicurativo dell'artigiano di fatto (circolare n. 80/2004, si veda ItaliaOggi del 25 novembre 2011). Sul piano operativo, pertanto, l'Inail ribadisce la validità e l'efficacia delle precedenti istruzioni (circolari in tabella), in base alle quali, l'inquadramento provvisorio può essere effettuato dall'Inail soltanto nei casi in cui:

  • il datore di lavoro abbia già presentato domanda d'iscrizione alla commissione provinciale per l'artigianato e la domanda non sia stata ancora definita dalla commissione stessa;

    ovvero

  • la natura artigiana dell'impresa sia dichiarata dal datore di lavoro ovvero accertata in seguito a verifica ispettiva, in presenza dei requisiti di qualifica artigiana previsti dalla normativa in materia.

    Nelle ultime ipotesi, la sede Inail deve provvedere:

  • ad accordare l'inquadramento provvisorio nel settore artigianato;

  • a comunicare all'ufficio del registro delle imprese gli elementi per l'iscrizione all'albo provinciale delle imprese artigiane;

  • a segnalare la fattispecie all'Inps, per gli aspetti di competenza.

    La circolare, infine, comunica che a partire dal prossimo mese di settembre, su iniziativa dell'Inail, sarà aperto un tavolo tecnico con Unioncamere/Infocamere finalizzato alla definizione di modalità di comunicazione al registro delle imprese, al cui esito verranno trasmesse le istruzioni tecnico-operative.

  • vota