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Lavoratori: Apprendisti fino alla formazione

del 10/08/2012
di: di Daniele Cirioli
Lavoratori: Apprendisti fino alla formazione
La formazione decide la fine (anticipata) dell'apprendistato. Infatti, una volta raggiunti gli obiettivi formativi l'apprendistato è da ritenersi comunque concluso, anche quando stipulato per una durata maggiore. Da quel momento, pertanto, decorrono i termini di preavviso, per azienda e lavoratore, ai fini del recesso ossia della conversione del rapporto a tempo indeterminato. Lo precisa il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 25014/2012, in risposta ad alcuni quesiti avanzati dal coordinamento tecnico delle regioni.

Vecchie regole anche dopo il 25 aprile 2012. Il ministero risponde a quesiti formulati sulla nuova disciplina dell'apprendistato di cui al dlgs n. 167/2011 (T.u.), in vigore dal 25 ottobre 2011. Uno di questi concerne il termine del periodo transitorio, che il T.u. fissa in sei mesi (dal 25 ottobre 2011 al 25 aprile 2012). Il ministero spiega che alla scadenza del periodo transitorio non è più possibile stipulare l'apprendistato ai sensi della vecchia normativa, anche se quest'ultima continua comunque a disciplinare i contratti conclusi sotto la sua vigenza. Per i lavoratori assunti durante tale periodo transitorio, aggiunge il ministero, vale il principio generale del tempus regit actum. Pertanto, al termine del periodo transitorio, ossia per i contratti stipulati dal 26 aprile 2012, il T.u. sostituisce in tutto e per tutto la vecchia normativa, sia regolamentare che sanzionatoria, la quale resta in vigore solo per i contratti di apprendistato in essere al 25 aprile 2012 (e fino alla loro naturale scadenza).

Obbligo della formazione. Due quesiti sono sull'obbligo formativo per l'apprendistato professionalizzante. Il ministero spiega che la nuova disciplina del T.u. presuppone un'integrazione tra:

a) una formazione di tipo professionalizzante e di mestiere, disciplinata dalla contrattazione collettiva e svolta sotto la responsabilità dell'azienda (formazione base);

b) l'offerta formativa pubblica, interna o esterna all'azienda, finalizzata all'acquisizione di competenze di base e trasversali, la cui disciplina e programmazione sono rimesse alle regioni e province autonome nei limiti delle risorse annualmente disponibili (formazione integrativa).

Il ministero aggiunge che l'offerta formativa professionalizzante è da intendersi obbligatoria in ogni caso e a carico dell'impresa. Mentre in assenza dell'offerta formativa pubblica integrativa, il Tu prevede che l'apprendistato professionalizzante possa sempre essere attivato sulla base della (sola) disciplina contrattuale vigente. In altre parole l'offerta formativa pubblica deve ritenersi formazione obbligatoria nella misura in cui:

a) sia disciplinata come tale dalla regolamentazione regionale, anche attraverso specifici accordi,

b) e sia realmente disponibile e accessibile per l'impresa e l'apprendista, ovvero sia definita obbligatoria dalla disciplina contrattuale (Ccnl).

Durata dell'apprendistato. Ultimo quesito è sulla durata dell'apprendistato. Ai sensi del Tu «l'apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all'occupazione di giovani». Per il ministero, la norma chiarisce la prevalenza e l'essenzialità della componente formativa nel vincolo contrattuale. Tanto che, se al termine del periodo di formazione nessuna delle parti, datore di lavoro e/o lavoratore, esercita la facoltà di recesso, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. In tal senso, aggiunge il ministero, è da intendersi che la durata dell'apprendistato è, in via generale, da riferirsi sempre alla durata della sua componente formativa. Da ciò ne consegue che, per tutti i tre i tipi di apprendistato, laddove gli obiettivi formativi vengano raggiunti prima dei termini fissati dal contratto, venendo meno con la formazione una componente causale e sostanziale del contratto, l'apprendistato si intende portato a buon fine e da quel momento decorrono per l'apprendista e l'azienda i termini di preavviso per il recesso o per la prosecuzione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro.

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