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Agevolazioni prima casa, gli sconti sono variabili

del 10/08/2012
di: di Andrea Bongi
Agevolazioni prima casa, gli sconti sono variabili
La detenzione in carcere fa perdere le agevolazioni prima casa, il divorzio o la separazione no. Essere detenuto in carcere non costituisce infatti causa di forza maggiore per evitare la decadenza dai benefici prima casa poiché la misura cautelare è conseguenza del comportamento del contribuente. Non si perdono invece i bonus prima casa quando la cessione all'altro coniuge o a terzi è effettuata, prima del decorso del quinquennio dall'acquisto, in adempimento di un obbligo assunto in sede di separazione o divorzio. Conclusioni diverse e opposte di fronte a situazioni che impediscono ai contribuenti di congelare il diritto alle agevolazioni prima casa invocate all'atto dell'acquisto dell'immobile da adibire a loro abitazione principale.

La prima conclusione, quella relativa alla detenzione in carcere, è contenuta nella sentenza n. 105/2011 della Commissione tributaria provinciale di Savona. La seconda, relativa alla cessione dell'immobile a seguito di divorzio o separazione, è invece contenta nella recente circolare n. 27/e del 21 giugno scorso dell'Agenzia delle entrate. Entrambe le situazioni sopra esaminate costituiscono situazioni particolari e patologiche della cosiddetta agevolazione prima casa che consiste nell'assoggettamento all'imposta proporzionale di registro nella misura agevolata del 3%. Fra i requisiti figura l'obbligo di stabilire, a pena di decadenza, la residenza nel comune ove è ubicato l'immobile nei 18 mesi successivi all'atto di acquisto. Benefici prima casa che decadono anche nell'ipotesi in cui l'acquirente o gli acquirenti trasferiscano, per atto a titolo oneroso o gratuito, gli immobili prima del decorso di cinque anni dalla data del loro acquisto. Nel caso esaminato dalla Ctp di Savona il contribuente era incorso nella decadenza dai benefici prima casa poiché l'arresto e la conseguente detenzione in carcere, avvenuta dopo 14 mesi dall'acquisto dell'immobile, gli avevano impedito di potervi trasferire la residenza. Secondo i giudici della provinciale ligure la detenzione in carcere rappresenta la naturale conseguenza di un atto di disvalore sociale che come tale ha conseguenze non solo penali ma anche civili e tributarie. Non decadono invece dai benefici prima casa gli ex coniugi che procedono all'alienazione dell'immobile acquistato con i benefici prima casa anche prima del decorso del quinquennio dall'acquisto, se tale cessione è effettuata in adempimento degli accordi di separazione o divorzio. In queste situazioni la rottura del rapporto coniugale costituisce quella circostanza sopravvenuta. La conferma di ciò è contenuta a chiare lettere nella circolare n. 27/e del 21 giugno scorso secondo la quale il trasferimento al coniuge prima che decorrano i cinque anni dall'acquisto concretizza un atto relativo al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso che come tale beneficia dell'esenzione dall'imposta di bollo, di registro e di ogni altra tassa disposta dall'articolo 19 della legge n. 74/1987.

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