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Imposte sui redditi: eccedenze senza compensazione

del 09/08/2012
di: di Duilio Liburdi
Imposte sui redditi: eccedenze senza compensazione
Un passo in avanti ai fini delle imposte sui redditi per il recupero dei crediti spettanti ma niente compensazione diretta o riconoscimento automatico a scomputo di quanto dovuto. Tale possibilità, di fatto, viene confinata soltanto nella fase del contenzioso o del pre contenzioso attraverso il reclamo. Se dunque da un lato vi è la soluzione del problema, dall'altro sarebbe auspicabile un ulteriore apertura per evitare tempi lunghi di attesa per rientrare in possesso delle somme versate a seguito della contestazione. Sono queste le ulteriori considerazioni che possono essere formulate alla luce del contenuto della circolare n. 34/2012 dell'Agenzia delle entrate nella quale l'amministrazione finanziaria, ai fini delle imposte sui redditi, ha indicato per la prima volta quali siano le modalità per recuperare crediti di imposta spettanti ma non transitati da una dichiarazione in quanto omessa. Posto che si tratta, nel settore dell'imposizione diretta, della prima esplicita indicazione di prassi, va osservato che da un punto di vista tecnico l'Agenzia avrebbe potuto anche sostenere come la dichiarazione omessa, essendo valida ai soli fini della riscossione, comprende di fatto tutte le disposizioni contenute nel dpr 602/73 e dunque anche l'art. 38 del medesimo dpr. Il che avrebbe comportato la possibilità di sfruttare un arco temporale maggiore per la proposizione dell'istanza di rimborso. In ogni caso, il veicolo per il recupero del credito rimane l'istanza di rimborso anche se attraverso la procedura prevista dall'articolo 21 del decreto legislativo n. 546/92. Una ipotesi ulteriore potrebbe essere formulata anche per immaginare un recupero più veloce di quello spettante. Se infatti viene affermato che tale recupero veloce può avvenire ad esempio in sede di reclamo, una ulteriore ipotesi poteva essere quella dello scomputo immediato del credito da quanto dovuto anche nei casi in cui la strada del reclamo è preclusa perché la vicenda riguarda somme superiori ai 20 mila euro di imposta. La linea interpretativa dell'Agenzia delle entrate si pone, anche in relazione a tale vicenda, sulla scorta di quanto affermato nel 2010 in merito al recupero dell'imposta sui componenti negativi recuperati in sede di controllo per le violazioni legate alla competenza. Su questo aspetto, inoltre, con la circolare n. 31 di qualche giorno fa l'Agenzia delle entrate ha evidenziato la modalità di recupero delle imposte versate in più in sede di accertamento con adesione. Posto dunque che il principio che viene utilizzato dall'amministrazione finanziaria è il medesimo, come accennato, una valutazione ulteriore in merito alla possibilità di compensazione diretta indipendentemente da reclamo o conciliazione giudiziale poteva forse essere effettuata. Ciò in quanto, a differenza delle violazioni da accertamento, quelle relative alla mancata evidenziazione del credito e più in generale relative alla dichiarazione omessa sono immediatamente collegabili agli esiti della liquidazione della dichiarazione successiva. A tale ragionamento potrebbe essere obiettato che, ovviamente, deve essere verificata la spettanza del credito nel periodo di imposta precedente, il che è corretto ma, in ogni caso anche consentendo una compensazione immediata l'Agenzia delle entrate potrebbe sempre e comunque effettuare una successiva verifica rispetto alla esistenza del credito in questione. Controllo che viene effettuato, ovviamente, al momento e nella fase di presentazione dell'istanza di rimborso. Diviene di fondamentale importanza l'adempimento dichiarativo ovvero, comunque, procedere a sanare una eventuale omissione afferente il termine ordinario nei novanta giorni successivi alla scadenza dello stesso in quanto, entro la predetta scadenza, la dichiarazione è da considerarsi validamente presentata a tutti gli effetti e dunque ovviamente anche ai fini della esposizione del credito. La successiva presentazione, anche alla luce di quanto chiarito dall'Agenzia non potrà rilevare per un recupero immediato o veloce del credito non evidenziato ma si dovrà passare, come chiarito dalla circolare, dal pagamento delle imposte e delle sanzioni e dall'istanza di rimborso per il recupero dell'imposta. In questi casi, dunque, sarà opportuno valutare il costo della complessiva operazione puntando sul pagamento a fronte della comunicazione di irregolarità nel quale la sanzione dell'omesso versamento è applicata in misura ridotta. Provvedere a sanare l'omesso versamento sulla base della comunicazione, anticipa anche i tempi per la presentazione dell'istanza di rimborso.

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