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Reati fiscali, sono segnale del riciclaggio di capitali

del 09/08/2012
di: di Luciano De Angelis e Christina Ferriozzi
Reati fiscali, sono segnale del riciclaggio di capitali
Estensione e razionalizzazione dell'approccio basato sul rischio nell'ambito delle procedure di adeguata verifica, misure più incisive per la trasparenza della società ed individuazione del titolare effettivo, illeciti fiscali considerati sempre reato presupposto del riciclaggio. Sarebbero questi, secondo quanto si legge nel rapporto annuale dell'Unità informazione finanziaria (Uif) 2011 pubblicato sul sito di Banca di Italia, gli elementi portanti della IV direttiva antiriciclaggio annunciata entro la fine del 2012, e che recepirà molte delle raccomandazioni GAFI, Gruppo d'azione finanziaria internazionale contro il riciclaggio di capitali, del febbraio scorso.

IV direttiva. In merito alle attività internazionali, si legge nel documento, alla luce dei risultati delle analisi in corso e dei nuovi standard GAFI, gli organismi comunitari si apprestano a una revisione della Direttiva 2005/60/CE (cd. terza Direttiva antiriciclaggio) che condurrà all'emanazione della IV direttiva sul tema, nella quale dovrebbe porsi particolare attenzione ai collegamenti fra riciclaggio e illeciti tributari, in quanto le violazioni fiscali sono state ricomprese nell'ambito dei reati-presupposto del riciclaggio. Sempre nelle raccomandazioni GAFI, si evidenzia nel rapporto annuale, è stato esteso e razionalizzato l'approccio basato sul rischio. Fondamento del Risk-Based Approach è lo svolgimento di un accurato risk assessment nazionale, su base periodica. La nuova Raccomandazione 1 rende esplicita la necessità che ciascun paese definisca un idoneo sistema per la valutazione dei rischi, anche designando apposite autorità per svolgere tale valutazione ed elaborare misure commisurate ai rischi. Ai fini di cui sopra non potranno che essere affinati gli obblighi preventivi di adeguata verifica della clientela, in cui saranno peraltro presumibilmente introdotte misure più incisive per assicurare la trasparenza delle società e degli enti e per l'individuazione delle persone fisiche controllanti (cd. “titolari effettivi”).

Le operazioni sospette denunciate nel 2011. Nella terza sezione della relazione l'UIF si sofferma dapprima sulla quantità delle segnalazioni giunte nel corso del 2011, cioè sulle linee di tendenza del sistema RADAR (raccolta e analisi dati antiriciclaggio). Sotto il primo profilo, da un lato, si evidenzia che nel 2011 sono pervenute all'UIF 49.075 Sos, con un incremento di ben il 31,5% rispetto al 2010 e, dall'altro che di queste ben 21.783 sono state inviate a partire dal 16 maggio attraverso il nuovo sistema RADAR per via telematica. Ancorché l'UIF non disponga di dati completi sugli esiti investigativi delle segnalazioni trasmesse nel corso dell'anno di riferimento, secondo riferimenti della Guardia di Finanza, a fronte delle oltre 18.000 segnalazioni per le quali nel periodo 2010-2011 si è completato l'approfondimento investigativo, 8.365 (circa il 46 %) sono confluite in procedimenti penali aperti presso Procure della Repubblica ovvero hanno dato origine a nuovi procedimenti penali per riciclaggio e/o reimpiego di proventi criminali, usura, abusivismo finanziario, truffa, reati tributari o a procedimenti di natura amministrativa per infrazioni alla normativa antiriciclaggio o valutaria.

Casistica delle operazioni segnalate. Fra le casistiche che hanno ingenerato il maggior numero di segnalazioni, particolare interesse meritano quelle finalizzate alla evasione ed elusione fiscale. Fra esse rientrano l'operatività relativa ad ingenti flussi con mezzi tracciabili su conti correnti d'impresa seguiti da frequenti prelevamenti in contanti (in particolare di imprese di pulizia, movimento terra, autotrasporti) che presumibilmente utilizzano tali fondi a favore di collaboratori irregolari, nonché di conti intestati a persone fisiche in cui transitano fondi chiaramente riconducibili ad attività d'impresa. In questi casi le disponibilità (quasi sempre fuori bilancio) vengono poi utilizzate per la commissione di altri reati fra cui quello di corruzione. Questo reato, in particolare, ha determinato numerose segnalazioni per mascherare il quale si è spesso ricorso al pagamento di fatture emesse da società di comodo riconducibili al destinatario finale delle somme a fronte di servizi inesistenti, o la corresponsione di compensi per consulenze o pareri professionali fittizi. Numerose segnalazioni hanno, poi, riguardato l'utilizzo distorto di carte di credito in cui si è verificato un rilevante e continuativo prelevamento di contanti. Nel settore del gioco pubblico, inoltre, anomalie si sono riscontrate nei versamenti bancari in contanti superiori rispetto ai Rid operati dall'Amministrazione Autonoma dei monopoli di Stato (Aams) e nei versamenti di assegni di soggetti terzi estranei al rapporto concessionario.

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