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Aspiranti commercialisti nel limbo

del 08/08/2012
di: di Gabriele Ventura
Aspiranti commercialisti nel limbo
Oltre 15 mila praticanti commercialisti nel limbo sul nuovo tirocinio. Si tratta infatti di coloro che stanno svolgendo il praticantato sfruttando la convenzione siglata da Cndcec e Miur nel 2010, che consente di svolgere il tirocinio professionale già nel corso del biennio di studi finalizzato al conseguimento della laurea magistrale o specialistica. Già, perché allo stesso tempo il decreto n. 143/2009 del ministero dell'università, che regolamenta il tirocinio dei commercialisti, aveva previsto che per sostenere l'esame si dovessero svolgere almeno 12 mesi di pratica dopo il conseguimento della laurea. Quindi, per i giovani che, tramite le vecchie convenzioni, hanno concluso i 18 mesi prima che sia trascorso un anno dalla laurea si apre un grande punto interrogativo sulla possibilità di sostenere l'esame di stato per l'iscrizione alla sezione A dell'albo. Perciò, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili ha richiesto già nel febbraio scorso chiarimenti sia al ministero della giustizia sia a quello dell'università. Ma senza ricevere risposta. A rischio, secondo la Fondazione centro studi dell'Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, il 70% dei 24 mila praticanti, ovvero 16-17 mila giovani che stanno sfruttando le convenzioni siglate dai vari ordini territoriali con le università prima del decreto liberalizzazioni e del dpr di riforma delle professioni, che hanno ridotto da 36 a 18 mesi il periodo massimo di pratica professionale. «Laddove si dispone che le norme del dpr si applicano a partire dalla sua entrata in vigore», afferma il consigliere delegato del Cndcec, Andrea Bonechi, «potrebbe significare la salvaguardia delle convenzioni in essere. Detto ciò abbiamo sollecitato più volte chiarimenti dai ministeri ma la risposta è stata che non ce n'è bisogno. Posso consigliare a coloro che stanno svolgendo il tirocinio convenzionato di arrivare assolutamente fino in fondo, nel frattempo il Miur deve chiarire questa situazione». Anche secondo Alessandro Lini, presidente della Fondazione centro studi dell'Ungdcec, «ai giovani conviene aspettare qualche mese in più in attesa dei chiarimenti, che però non devono arrivare oltre settembre, dato che l'esame di stato si svolgerà a novembre». Addirittura, per i tirocinanti che hanno concluso il tirocinio prima che sia trascorso un anno dalla laurea, potrebbe profilarsi l'iscrizione momentanea alla sezione B dell'albo, in attesa che sia decorso il termine dei 12 mesi. «La problematica riguarda i tirocinanti iscritti tramite le vecchie convenzioni», afferma Lini, «anche perché era previsto l'esonero dalla prima prova scritta. Ora bisognerà vedere come si coordineranno il decreto del Miur con il dpr di riforma delle professioni. Il problema riguarda coloro che si sono iscritti prima dell'entrata in vigore del nuovo tirocinio, perché non è stata prevista alcuna disciplina transitoria. Più di due terzi degli attuali tirocinanti è in questa situazione», conclude Lini, «l'auspicio è che da qui alla prossima sessione d'esame il problema sia risolto. Tra l'altro, bisognerà vedere la percentuale di coloro che riusciranno a passare l'esame di stato con il tirocinio dimezzato. Solitamente, infatti, i primi due anni lo studio viene messo da parte contando sul fatto che poi ci sono altri 12 mesi a disposizione per preparare l'esame. Insomma, era necessario un periodo transitorio».

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