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Prima casa, agevolazioni a metratura ampia

del 08/08/2012
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Prima casa, agevolazioni a metratura ampia
Per godere delle agevolazioni per l'acquisto della prima casa gli immobili devono avere una superficie complessiva utile inferiore ai 240 metri; dalla superficie totale, tuttavia, devono essere detratti gli spazi relativi ai muri perimetrali esterni, i muri interni effettivi, la parte relativa ai terrazzi nonché le verande e quelli relativi agli accessori (nel caso trattato, un lavatoio).

Sono le motivazioni che si leggono nella sentenza n. 317/1/12 emessa dalla sezione prima della Commissione tributaria regionale di Roma, depositata in segreteria il 6 luglio scorso.

La vicenda tratta delle agevolazioni prima casa in riferimento a un appartamento acquistato da Edwige Fenech situato su due piani, di vani 16,5 al centro storico di Roma. La nota attrice e produttrice cinematografica aveva effettuato l'acquisto godendo delle agevolazioni prima casa che permettono di scontare l'imposta di registro nella misura ridotta del 3% (o Iva al 4%) e imposte ipotecarie e catastali fisse a 168 euro. Per godere di tali agevolazioni devono essere soddisfatti requisiti di carattere soggettivo, non aver effettuato altro acquisto beneficiando del regime agevolato e trasferire la residenza nel comune dove sorge l'immobile entro 18 mesi, e oggettivo, l'abitazione non deve avere le caratteristiche di lusso individuate dall'apposito decreto ministeriale.

Nel caso trattato l'Agenzia delle entrate aveva spiccato un avviso di liquidazione recuperando a tassazione le maggiori imposte, sul presupposto che l'abitazione eccedesse la metratura complessiva di mq. 240, limite per considerare un'abitazione non di lusso. Resisteva la contribuente, sostenendo che la metratura complessiva calcolata nella stima dell'Agenzia del territorio non corrispondesse alla metratura effettivamente utilizzabile, avvalorando la propria tesi difensiva con una dettagliata perizia giurata.

A primo impatto, considerando la prestigiosa ubicazione e il valore ingente dell'immobile compravenduto, potrebbe sembrare per certi versi sorprendente la pronuncia emanata dalla Ctr Lazio che, seppur in conferma della decisione dei giudici di prime cure, ha dato ragione alla nota attrice. A fronte di due stime, l'una prodotta dall'Agenzia del territorio, l'altra dalla contribuente, il giudice regionale ha deciso di premiare la stima prodotta dalla parte privata, poiché più dettagliata e basata su di una meticolosa misurazione «sul campo» delle effettive condizioni dell'immobile.

Il contribuente ha, dunque, la possibilità di porre in essere una circostanziata azione difensiva per contestare le riprese fiscali di questo genere, effettuando delle precise misurazioni della superficie effettivamente «utile», così come definita dalle norme, e scorporando dalla metratura complessiva le superfici non rilevanti ai fini fiscali.

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