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Diritto al rimborso: Fisco, gli errori non sono uguali

del 07/08/2012
di: di Norberto Villa
Diritto al rimborso: Fisco, gli errori non sono uguali
Passo in avanti decisivo dell'Agenzia delle entrate per evitare inutili perdite di tempo per recuperare i costi non di competenza. Possibile l'automatica compensazione in sede di adesione. Ora però è necessario considerare altre situazioni per non penalizzare proprio quei contribuenti che accettano senza riserve i rilievi degli accertatori. La circolare 31/E del 2 agosto 2012 torna sulla tematica del possibile rimborso nel caso di rilievi fondati sulla deduzione di costi effettuata in violazione del principio di competenza. Se ad un contribuente è contestata la deduzione di un costo nell'anno x in quanto di competenza di un diverso periodo d'imposta (ad esempio X + 1) per evitare una doppia imposizione, in tale secondo periodo d'imposta deve essere riconosciuto il diritto al rimborso (tale principio ormai assodato, anche perché sostenuto dalla suprema corte, è ormai pacificamente accettato anche dalla prassi come si evince dalla circolare 23/2010 e anche dalla circolare 29/ 2011).

La compensazione in sede di adesione. Il punto di novità introdotto con al circolare 31/E è che qualora l'indeducibilità per competenza nell'anno X sia riconosciuta in sede di adesione congiuntamente alla deducibilità nell'anno X + 1, sia possibile compensare l'imposta dovuta con quella che darebbe diritto al rimborso di quanto indebitamente versato, ferma restando l'applicazione delle sanzioni e degli interessi,

Le altre ipotesi. La presa di posizione merita quindi un plauso ma ora occorre non penalizzare altre situazioni. Come chiarito dalla circolare 29/2011 «il diritto al rimborso di cui trattasi consegue a tutte le ipotesi in cui il rilievo divenga definitivo, e quindi anche nelle ipotesi di accertamento resosi definitivo per mancata impugnazione nei termini o per acquiescenza, nonché nei casi di accertamento con adesione o conciliazione giudiziale». Da ciò seguendo solo le indicazioni dell'Agenzia ci si potrebbe trovare in situazioni non del tutto razionali. L'esempio è quello del rilievo formulato per (solo) errata competenza. Una volta che lo stesso è diventato definitivo il contribuente ha titolo al rimborso nell'anno di competenza del componente. Se tutto ciò emerge nell'ambito di un procedimento di adesione il contribuente ha la possibilità di vedere contestualmente riconosciuto il suo diritto con lo scomputo dalle imposte dovute in sede di adesione. Se invece il contribuente, resosi conto della correttezza del rilievo, evita anche il procedimento di adesione si troverebbe in una posizione bene più scomoda. Accettando il rilevo (e cioè facendo acquiescenza) si troverebbe a pagare le imposte dovute relative al suo errore ma non avrebbe altra strada che quella del rimborso per ottenere quanto a lui dovuto. E i tempi dei rimborsi non sono sempre veloci. È infatti evidente come nell'esempio precedente si troverebbe a essere penalizzato proprio il contribuente che ha addirittura accettato senza batter ciglio le pretese dell'agenzie rispetto a quello che invece ha almeno cercato il contraddittorio in adesione.

Una soluzione. Per evitare queste situazione l'unica soluzione sarebbe quella di concedere al contribuente una rettifica in autonomia della dichiarazione relativa al periodo d'imposta in cui può godere della deduzione. Fatti salvi chiaramente i poteri di controllo su tale modo di agire, si eviterebbe in tal caso la penalizzazione del contribuente che ha accolto senza riserve il rilievo e si eviterebbero aggravi di tempo anche per l'Agenzia che eviterebbe di dover gestire due pratiche. La soluzione da un punto di vista normativo non è impossibile e si baserebbe sempre su un rilievo dell'Agenzia che certifica la non deducibilità per il solo motivo della competenza e quindi automaticamente certifica il riconoscimento della deducibilità in un diverso periodo d'imposta.

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